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Pubblicato da
Luca Mesini
il 03 settembre 2017

We Are The Robots – Kraftwerk Genius Loci

Genio e Luogo Fisico – il brano in questione, targato 1978 – è strutturato in modo talmente dinamico ed eccelso che possiamo definirlo “insuperabile” (una sorta di “Spada nella roccia” che nessuno può sconfiggere da quella presa...). Allievi di Karlheinz Stockhausen al Conservatorio di Düsseldorf devono propriamente il “corpo” (ol “corpus domini” in termini di “genius loci”) alla loro formazione classica, la quale – senza parafrasare, stava già prendendo velocità attraverso la circonferenza di un Pianeta che li scaraventerà nell'asse orbitale della musica colta contemporanea, fra le radiazioni cosmiche della musica progressive finanche trovando poi il “mezzo al loro tempo presente” figlio di quell'elettricità di cui si sono fatti “fabbrica” (Fabbrica Elettrica, infatti, vuol dire in sintesi “Kraftwerk”): l'elettronica, ergo la sintesi tonale musicale prediletta per gli artisti di fine millennio. Esaminiamo attentamente quest'autentica, inimitata, intramontabile e ancora attualissima opera d'Arte che sta alla musica come la scultura nobile alla Pietà di Michelangelo...

In copertina dall'eccezionale cover di Kraftwerk - The Robots (Andrew and Hudson) (THE ROBOTS a misura di bambino :)

NOVITA' – reduct version of contents

Si vuole qui stimolare il ripetuto e umanamente interattivo ascolto de l'EDIZIONE ORIGINALE DI DIE ROBOTER (che troverete sotto linkata) e la STESSA EDIZIONE RESTYLING ad opera del gruppo. FINE :) I Vostri studi (calcolando queste edizioni con rumore di fondo e da ritenersi amatoriali rispetto il CD originale che trovate su ebay (vivamente consigliato) – potete studiarli a ripetizione scaricando l'emme PI 3 con questo (provate più volte a dare copia incolla e invio, dopo un po' “cede” e Ve lo lascia fare, è legale ma che sia legale dà sempre un po' fastidio... :) – sul Vs. PC.

 

ELUCUBRAZIONI SUL TEMA (articolo originale)

Torniamo finalmente padroni della nostra rubrica equilibresca “Musica creativa” inserendo della musica talmente creativa che abbiamo già onorato in passato – eppure non snaturerebbe sia all'interno di un'astronave nel capitolo III della nuova saga di Alien di Ridley Scott come nel capitolo (sempre III) di TRON della Disney :) Apocalittici ingegni fantascientifici che collimano la cultura popolare di massa al Design ;) Là dove necessario, un po' cruento – come non sono certo rassicuranti gli incipit dei verbi che qui anticipano la “radioattività” e i suoi derivati pericoli... in mezzo ai fumi della nuova astronave distrutta dagli Aliens che lampeggia: ci stanno :)

Il brano in questione che esaminiamo in tutta la sua sintetica bellezza è questo e dovremo pensare solo a una cosa: a Mozart, da una parte, al Seicento el Settecento – quindi (ergo a quel tipo di conoscenza & cultura materiale) e poi al bisogno di forte rivoluzione musicale del Mille Novecento Settant'otto.

THE ROBOT (in originale DIE ROBOTER) ha una pulizia di tono, una profondità di emissione del suono, un calcolo dinamico che comporta alla durezza della ritmica una melodia, che rimanda a tutto il Teatro e la Mimica dal momento in cui “scenografia” è spettacolo e “rigidità” nasconde l'anima. Il brano, cadenzato dalla sua introduzione in 3 serie di 4 PULSAZIONI (che già qui trascendono lo scorrimento della vita al battito cardiaco di una madre el suo bambino non meno di quanto un fulmine passi questa vita per mezzo della Letteratura (vedi Frankstein, l'Uomo) con una “scossa” – ci introduce subito alle battute ritmiche elettroniche: mai credo la TECHNO abbia avuto migliore efficacia di questo ESATTO suono che corrisponde al movimento e invita tanto alla creatività che all'inventione.

Ergo – questa musica geniale diventa EDUCAZIONE :)

Infatti la ricchezza formale dell'intermezzo strofico (e che inizia esattamente al minuto secondo 02'10'' decimi ergo se il calcolo non è un'opinione...) sublima in 4 distorti suoni che si collegano fra logo come i Children's Corner di Claude Debussy (quasi nella taratura della carica di un carillion che poi procederà il movimento all'umana marionetta alla faccia delle pile duracell). Anche se i riferimenti si sprecano, passando dallo schiaccianoci (Nutcracker) ad altri riferimento che purtroppo, or ora, mi riempiono la testa velocemente e velocemente sfuggono... io credo che non è da escludere che la cosa abbia ispirato questo (STOMP KITCHEN) e questo (OFFICINE SCHWARTZ DE BELLICA TERRA PARTE II :) Ma anche il così interpretato atto terroristico musicale nel film a episodi (di atti terroristici musicali) SOUND OF NOISE (qui nell'eccellentissima THE OPERA) (al quale spontaneo è quindi il collegamento alla musica per appartamento ;)

Ma forse stiamo esagerando (e con tutta st'altra musica Vi abbiamo portato fuori tema.

Questo brano è e rimane eccezionale per POTENZA e SINTESI, i suoni sono studiati tanto quanto i pigmenti prima d'adoprarli – e la perfetta scienza della musica è esatta quando risulta efficace e moderna pure 40 anni dopo. In nessun'altro brano del disco, in nessun'altro brano dei Kraftwerk c'è tutto questo, ergo possiamo dire che... aperta la strada: è stata percorsa :)

Non so oggi quanto si potrà dire di così contemporaneo... Björk è riuscita a portarci alla sua apoteosi (la strada segnata ha portato a questo DECLARE INDEPENDENCE, appunto dichiarazione di indipendenza... lo si capisce quanto parte la ritmica circa al minuto 01'45'', la disotrsione procede immensa e la follia perpetua l'immaginazione eppure senza decimare la melodia... sempre intellegibile; così ha aperto la strada – e la sta percorrendo, anche se la musica, ormai percorsa, ci appare tutta diversa...) ed è forse per questo che non essendo avvezzi sul merito di questi strumenti: non possiamo immaginarli ;)

L'epopea di questo brano che si presta per studi come in parallelo ascolti continuati volti allo concedersi alla perfezione stilistica che ha dimostrato essere sempre ancora attuale :) – la ritroviamo infine, partendo dall'originale sopra riportato (e dal suo REMIX UFFICIALE) nell'attuale varietà stilistica del RESTYLING INTERESSANTISSIMO proposto nel 2013: The Robots (2013 Version - Official Retrospective Video). Dove hanno variato la mutagenesi dei suoni cercando interconnessioni più attuali :) Lavoro perfettamente riuscito.

BONUS

The Robots (Matt Pop Mix) (ha il vantaggio di proporre nuove dinamiche sonore e linee di intermediazione dance).

The Robots (Varroasis Remix) 2017 (creativamente impostato su quei strumenti che tanto divertono gli appassionati di elettronica afferenti all'autosound) ma molto spinto e ben fatto sul profilo del sound contemporaneo, aggiungendo tonalità e modulazioni ritmiche creative.

The Robots (DJ KROSSLAVE REMIX 2009) con un refrain creativo timbrico etnico e trip discodance.

The Robots (Vanguard Mix) ne stravolge la dinamica e suona come un bel ritmico brano dance.

The robots - Kraftwerk - The mix - Tribute Version (versione amatoriale amabile che sta a Guerre Stellari come “I magnifici sette dello spazio”) notevole variante post-commodore.

The Robots (Cebit Remix) credo di poter dire Techno con un po' di Jean Michael Jarre...

Insomma – tutti ci hanno provato con magnifici risultati. Guardate questo papà col suo bambino e non mi direte che da grande non ci saranno (positive) conseguenze :) W i papà :) Fra l'altro questa versione ha un sound a eco su un tema della colonna sonora di Alien...

Curiosità: se un all'epoca bambino (del futuro gruppo che nomineremo) avesse avuto fra i suoi Genius Loci questo brano (questo: Franz Shubert) il che è probabile: ecco (anche) come nacquero i Talking Heads :)

 

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