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Pubblicato da
Luca Mesini
il 01 aprile 2017

Luca Mesini e il suffisso della memoria

Purtroppo questa memoria mi riguarda in prima persona: quindi sarà “noiosa” o limitante per questa ragione (più che per tutte le altre quando mi accingo, invece, ad analizzare un tema terzo o una questione... dove il limite al personaggio è comunque, fortunatamente, sempre filtrato da realtà altre) – ma come dal primo aprile 2017 abbiamo deciso di ridare ai nostri spazi – preposizioni opte (quindi riscrivere una nostra biografia classica come fu dapprincipio e che sarà riportata integralmente su tutti i nostri nuovi prodotti artistici) – ci spiaceva (figuriamoci non solo!) (così amanti delle info e delle parole) rinunciare al nostro ormai vecchio, obsoleto e lungo richiamo di link e fonti della biografia classica andata componendosi in questi ultimi 2-3 anni, con racconti afferenti alla nostra famiglia e in particolare al lavoro del nonno Mario Mesini (qui con una inedita raccolta di opere mai pubblicate), scultore, e Giuseppe Mesini, ritrattista e incisore, nonché i percorsi della sister illustratrice. Riportiamo pertanto integralmente (non senza fatica dal momento in cui “il copia e incolla“ tecnico... non si porta dietro il “suffisso del link”) la nostra “non sintetica” biografia romanzata e ricca di link (variissimi) per capire e comprendere la natura del nostro lavoro, che in questi giorni correderemo (come promesso) con nuove fotografie mai pubblicate sulla rete, che metteremo massimo venti disponibili al fondo di questo articolo… – a memoria perpetua del lavoro del nonno Mario, con opere mai viste, per quelle che competono essere le nostre eredità artistiche, per le quali si conviene capire perché facciamo in fondo quel che stiamo facendo: e perché “come” :)

aggiornamento culturale: nasce la Galleria “Per amore solo per amore” dove il nipote del sottocitato nonno (del qual stiamo lavorando a tempo pieno, ma su una mole di dati enorme, per continuare ad arricchire il “Museo”) mette in evidenza i segni, le macchie e lo spandimento di graffite e carboncino che sta al significato del suo modo di disegnare (cioè: disegnare perché “volere bene”).

14 aprile – portiamo a 665 gli scatti inseriti nella Galleria del Museo in dedica al nonno Mario. Qui ne la formella per ora sola recuperata de le 4 stagioni. Era infatti, secondo il nonno Mario Mesini, questa: l'Estate :) Facente parte del quadrittico delle stagioni, ovviamente... nuove circa 40 fotografie fra ingrandimenti e scatti ravvicinatissimi, per Scuole, Enti e appassionati vari – e per l'Europa, partendo dall'Italia che sa, conosce, stimola e crea :) Questo, a stimolo per i posteri: per sempre (da notare in questo scatto il leggio che nonno si era fatto Fabbricare ad HOC da un amico artigiano fabbro... ei soleva mettere sul piano in ferro una piana di marmo liscia, base per ogni lavoro di modellazione in plastilina, ricavata e aggiustata come pianella e sulla quale aggiungere per il bassorilievo, e là dove necessario, invece, togliere, e da questa parete inclinata verticalmente come un piccolo tecnigrafo – soleva sedersi e studiare i suoi lavori sino alla forma finita pronta per il colaggio e la riproduzione. Quante volte bambino ci son finito lì vicino, con o senza lo Scultore che modella, era sempre lì umida e bagnata quella sacra Terra...

INTRO

Attualmente sono 624 gli scatti per Scuole e Accademie d'Arte del Territorio e d'Europa e nel mondo, fra cui appassionati d'Arte e di composizione e modellazione che possono cogliere opportuna sorte e la curiosità di vedere come negli anni '50 lavorava un uomo, modellista e formatore per il colaggio seriale, inventando soggetti e sapendoli ad arte ricondurre al loro multiplo :)

Sensibilità artistica creativa perno centrico della cultura italica nel mondo.

Nonno Mario Mesini, scultore del '900 torinese – oggi in un museo di immagini a cielo aperto.

Aggiornamento 10 marzo 2017: ultimo pezzo inserito, “Nudo di giovane donna che suona il flauto traverso” (da noi inteso solitamente come “Il Fauno”). La collezione (con ben circa 52 particolari ingranditi) inizia da una delle fotografie sviluppate in bianco e nero che facevamo al pezzo da bambini, portando la statua nei boschi (qui in una ripresa con Leica a soffietto 4x6).

Penultimo pezzo inserito: Il combattimento medievale, prolusione astratta e moderna in Bronzo a cera persa.

Giorni fa, in un momento di slancio a “braccio” (come consegue al nostro abituale comportamento, ragionando a istinto et ergo seguendo l'insopprimibile impeto del momento che ci proietta i pensieri sulla tastiera a velocità iperbolica) giunti a un certo punto (poco più che 300 fotografie della circa 1000 che pubblicheremo) fummo presi da questa dialettica a dir poco incredibil da tradurre, eppure... sulle quali ragioni si svolgono tutte le virtù del caso. Ove le persone, sembrano invero persone diverse dal solito... e mi chiedo se noi uomini, non ci siamo amalgamati ed assuefatti forse un poco troppo, fuori dal solito delle nostre umane sorti... che dovrebbe invece essere un bel destino.

AGGIORNAMENTO (work in progress: ultimo inserimento la serie di una fantastica fioriera con coorte di allegorie di putti nelle pareti esterne, a bassorilievo ovviamente, dell'incavo del parallelepipedo in terracotta) – Abbiamo ora terminato di inserire circa 520 fotografie del Museo Mario Mesini del '900 italiano (nostro nonno scultore). Fonti iconografiche realizzate in più sessioni in questi anni, maturano oggi in questa prima coordinata galleria per Accademie, Istituti d'Arte, Musei ed Enti culturali, appassionati e studenti, per poter visionare da vicino tutto il vasto comparto iconografico di questo abilissimo artista e artigiano italiano. Nato nel 1918, Diplomato Scultore presso l'Accademia delle Belle Arti di Modena e poi modellatore e formatore presso i più grandi forni torinesi del dopoguerra (Lenci fra tutti), fino ai primi anni '50 in pianta stabile e poi freelance e in parallelo alle sue altre attività (fra cui voce tenorile nel Coro RAI, periodo 1949-1976 circa).

Nei giorni a seguire inseriremo altre centinaia di fotografie, già sapendo che non potremo (in questo contesto) inserirne più di mille.

QUA SOTTO creeremo (work in progress) un INDICE delle OPERE (con attiguo link al riferimento: dal link, cliccando a destra, tutte le successive foto e macro):

PARODIA delle Poste & Comunicazioni (terracotta ingobbiata)

Madonna con bambino (sottile lastra d'argento modellata tramite forma in resina)

Goliardia della Musica (terracotta rossa di Castellamonte, tre forme per “pala“, maschile e femminile, circa 40 scatti e macro ravvicinate)

Corsa di Cavalli (forma del negativo in gesso)

Santa Cecilia patrona della musica (forma del negativo in gesso)

Santa Cecilia patrona della Musica (forma del positivo in gesso)

Don Bosco (ceramica invetriata) / Don bosco (positivo in gesso)

Can Can (ceramica invetriata)

– Parodia della processione (positivo in gesso)

Santa Cecilia (positivo in gesso, secondo soggetto)

Caravella (forma positiva in gesso)

Scena biblica (forma in gesso positiva e negativa con rottura ammezzo della parte in negativo – ingrandimento)

Croce astratta con Via Crucis abbozzata sui filiformi bracci (opera qui in positivo gesso, poi realizzata un fusione bronzo a cera persa – oggi sulla lapide del nonno Mario Mesini)

Canne d'organo (positivo e negativo in gesso per piccole canne d'organo realizzate per essere inserite in una sorta di chiesa costruita per Natale con dentro casse acustiche per far fuoriuscire musica per organo; esistevano le forme anche per il resto degli addobbi, fra cui l'organista etc.)

Madonna Ausiliatrice con scritta Consolatrix Afflictorvm ora pro nobis (positivo in gesso)

Corsa di cavalli (positivo in gesso)

Nudo Liberty seduto (positivo e negativo in gesso)

Donna in camera con grammofono, figura liberty (forma del negativo in gesso) – (forma positivo in gesso)

Ritratto a ovale di Claudio Monteverdi (qui nell'accezione, anche in uso, Monte Verde) (positivo in gesso)

Cristo sulla croce (positivo in gesso)

Decoro a cornice (positivo in gesso)

Madonna con Bambino (forma negativo in gesso)

Scena di caccia arcaica (doppio pezzo di terracotta smaltata e invetriata – superiore e inferiore per coprire come “porta” un buco equipollente fra una parete e l'altra della stanza)

Basilica di Superga, Torino (positivo in gesso)

Mole Antonelliana, Torino (positivo in gesso)

Nudo di donna coricato di spalle (forma negativo e positivo in gesso)

Nudino Liberty, donna seduta di spalle con gambe accavallate (positivo in gesso)

Putto suonatore violinista (positivo in gesso)

Coppia (due nudi in piedi di uomo e donna si abbracciano) – forma del negativo in gesso

Pastore tedesco (viso, probabilmente ritratto di “tai”, nonno ha sempre avuto un pastore tedesco in famiglia o anche cani di razza mista) – positivo in gesso

Nudino liberty in piedi (positivo in gesso)

Scena di Danza (positivo in gesso)

Goliardia della Musica (positivo in gesso) versione in terracotta invetriata, incorniciata con la tecnica del rivestimento delle copertine dei libri con simipelle marmorata verde, legno, attaccacglia rientrante e panno di velluto adesivo.

Etolie, ballerina sulle punte (positivo in gesso)

Santa Cecilia (forma in resina, positivo e negativo)

Maternità romana (forma in resina, positivo e negativo)

Maniglie per le ante delle porte di un mobile (tre tipologie)

Fioriera rettangolare con coorte di putti festanti (terracotta)

(work in progress indice in costruzione: in attesa di altre opere) ...

Luca, il nipote sottoscritto, ergo, infine, proporrà SDA (Stampe Digitali Artistiche) e altre card di suddetto reperto storico, prodotte in autonomia qui a casa nostra, ad HOC – per finire e cominciare con questo profilo, la memoria storica e la continuazione di questo protocollo di intese ereditato al solo scopo di farsi Faro, fra gli altri già presenti nel Nostro Paese, per un identità Europea sempre più forte e basata su quei solidi principi che fànno, di Bellezza – Sincerezza e Verità :)

Auguri.

Luca, Paolo Maria Mesini Bentivegna (ps galleria in fase di continuo aggiornamento, al senso che stiamo ancora caricando immagini e lavori) – aggiorneremo questo rigo quando la concluderemo :) ... dicendovelo.

 

coordinamento musicale (optional, se interessati: Bach, dirige Richter, Messa in Si minore) – in fase di work in progress c'è il Nuovo Grande Lavoro della Ultima Collezione Stabile dei lavori del Nonno Mario Mesini – che inseriremo in una galleria a parte di cui, qui, al fondo dell'articolo, fotografie inedite di pezzi vari, fra cui sbalzi, forme (negativo e positivo), ceramica smaltata e terracotta rossa.

La nuova formula fotografica di questa sorta di memoria storica, dalla quale parte poi la nostra dizione culturale e poetica (per quanto nelle nostre minori forze ivi deposte all'uopo) sarà il punto di arrivo e di partenza al teorico Museo Mesini dell'Arte del '900 a Torino e provincia. Che troverete principalmente su internet, da intendersi le opere originali sparse nel territorio.

Si tratta di un bagaglio culturale molto forte e potente, a nostro avviso – marcatore di quei sentimenti di apertura che oggi troviamo idealmente al bisogno che ha Europa di crescere e diventare suggello della Pace, delle Arti e delle Tradizioni popolari nel mondo – partendo però da quel necessario bisogno di sensibilità, indispensable per prodursi in tal senso.

Noi daremo quindi il nostro massimo apporto iconografico alché questa ispirazione si propaghi, proprio come è stato per ogni Museo portare la memoria storica alle avanguardie ed anche all'evoluzione di tutte le arti e le scienze: riteniamo nel delta dell'imparare a vivere sempre meglio insieme, senza frontiere se non “funzionali” alla conoscenza facilitata e possibile. Ergo: la nascita del desiderio (di vivere e dedicarsi alla vita, in genere).

(segue articolo come da origine)

(sarò sincero, ho appena finito di rieditare l'articolo, e... poco fa ho cercato di rileggere ma non ce l'ho fatta. Prendiamo seriamente la cosa, quindi, essendo il primo... come uno scherzo di aprile ;) – Il testo che segue è la riproposizione della nostra biblliografia cumulata degli ultimi anni qui su equilibriarte.net, la nostra prima e fino ad oggi unica “sede ufficiale” (nativa 2008) ove si declama soprattutto il nostro bagaglio culturale sul “blog” (mentre le gallerie dei disegni sono presenti sostanzialmente sui nostri profili facebook, per ragioni puramente tecniche e di leggibilità più immediata); questo testo, ergo, per via dei varii LINK è ormai una sorta di “libro digitale” a se stante. Non la riteniamo più conforme alle brevi note “puntuali” che si richiedano a una biografia umana e quindi, la inseriamo qui come suffisso storico nella sezione de “Il disegno e la professione artistica”.

nota tecnica: come fare a copiare un testo con 10 mila link e riportarlo in un articolo sul campo blog di equilibriarte? Se avete un macintosh: copiando il testo della Vostra biografia su equilibriarte (se gaglioffo è quello il contenuto ricco di link) dentro una nuova pagina del più elementare dei software si sistema del mac, cioè TextEdit. Incollando tutto lì dentro, ogni LINK iperattivo permane e viene evidenziato in colore. A questo punto, copiate la stessa cosa aprendo una nuova pagina della “creazione di un blog” su equilibriarte – anche qui incollate (ma come vedrete: al risultato di vedere solo il testo) e tenendo aperte a video in parallelo (si riesce comodamente anche con un video portatile da 13 pollici) affiancate le due schermate di equilibriarte e del blog, farete click sul link evidenziato in colore su TextEdit – il quale aprirà una pagina WEB dalla quale copierete l'indirizzo url per applicarlo poi come al solito qui, grazie alla palette degli strumenti del blog.

Volendo fare più in fretta – usando il tasto destro del mouse, sulla pagina di TextEdit farete click con il mouse sul testo in colore (ergo operativo di link accluso) e darete “copia il link” sulla videata si servizi operativi al tasto destro del mouse appena lo cliccate; il che significa “copia l'indirizzo url” che poi incollerete subito qui :)

Se Vi capita (dubito, essendo poiché mesini forse il più logorroico iperlinkista del portale), con un mac saprete come fare :) Auguri. (ci sarà certo un metodo equivalente su Windows, magari anche direttamente da Word o suo equivalente opencource (NeoOffice o altro). Magari anche aprendo un semplice nuovo messaggio di posta elettronica e copiando lì dentro il testo gaglioffo.

Domani o a breve inseriremo un nuovo corredo fotografico con la memoria del suffisso storico di alcune opere della nostra genesi creativa (dal nonno Mario, a mio padre Giuseppe, a mia sorella Muriel sotto l'egidia della benedizione perpetua di mio fratello Emanuele e per quanto mi riguarda, sotto l'aura di tutte le mie Muse ispiratrici, che nelle opere che deciderò di mettere in galleria – ivi riflettono il senso stesso dell'Esistenza femminile come Madrina e Significato stesso dell'esistenza dell'Arte in toto).

Senso e significato stesso che io tributo a mia madre annettendo il suo cognome al mio nome (Luca Paolo Maria Mesini Bentivegna) e nella dedica dei link ivi qui sotto a riferimento dell'Accademia Aurelia Disegni della Gioia.

Si vada a incominciare (vista l'ampliezza dei periodi e degli aggiornamenti della nostra vecchia Biografia – oggi aggiornata con questa che troveremo in tutti i miei nuovi prodotti in busta, abbiamo anche riscritto e riaggiornato parecchio il testo, per creare una narrazione più completa e intellegibile...).

(segue articolo come da origine)
Nulla mi dà più pace (ergo niente mi dona un sentimento pacifico, tanto quanto questo) al punto da declamar, per questo, che brindo, con questo... dicendo Viva il Desiderio! Desiderio che per ogni uomo, a sua forma compiuta, così simile eppure così diverso e per questa ragion... Viva la Bellezza! Ed ogni cosa che a questa Gioia, dentro, si “ricovera“ in noi e per le maggiori cose che siamo e meritiamo... ci mantenga nella pace e possibilmente, con moderazione... allegri :)

Su questo credo di aver dedicato, al tempo, un breve omaggio...

Cosa sono? O cos'ha voluto, per me il fato, finanche un tempo, al tempo, non siam Governatori di noi stessi? Sono professionalmente parlando un grafico. Questa la scuola, poi l'addestramento, infine l'esperienza in sala di produzione. Ho a casa due lettere personali di Umberto Allemandi: insieme a un libro su Picasso che mi ha regalato, le conservo gelosamente e consacrano il mio apice al servizio del mondo dell'impaginazione e della grafica nel mondo della produzione. Poi tutte le altre forme di ringraziamento e soddisfazione che custodisco in parte nella mia libreria (con un elenco di libri che potrei avere solo se potessi permettermi di comprare su ebay... non sempre chi impagina un libro da che costa al pubblico sopra le 100 euro poi se lo vede recapitare dall'Azienda, purtroppo...). Fin'oggi, quindi, ove ormai in perfetta autonomia (essendo licenziatario mac e CS) posso produrmi all'esercizio (chiavi in mano o km zero): anche da solo, là dove sapendo far di magistero, tutte le parti del sistema produttivo e creativo, massima virtù, dal foglio bianco a la rivista in edicola o in libreria... e là dove per imago le cose le scorri con un dito sullo spazio perimetrale riflettente di un video al quale indichi (o con il movimento degl'occhi) cosa aprire mentre che lo tocchi... (perquanto io fornisca solo l'impaginato: a renderlo interattivo sul web ci pensano altri professionisti di settore: da me arriva solo la matrice, ovvero il PDF finito e pronto per la stampa o la video diffusione).

In pratica impagino (e ho impaginato tanti...) libri, cataloghi, brochure, riviste periodiche, collane editoriali, strenne natalizie. Ciò che è pari a zero ed equivale a uno spazio bianco, diventa un elegante spazio pieno di regole, infografica (aggiungendo grafica o disegni), parole e immagini, dove colori, le fotografie, il testo, creano un'armonia che adduce a un modo di comunicare: sovente qualcosa che è anche diverso da ciò che esiste, sovente, molto più spesso (con dovizia di reazione scientifica e culturale al seguito) invece, per fortuna, l'esatto complemento oggetto “grafico” di ciò che in natura vuole rappresentare: che sia un uomo, una donna, un gruppo di uomini, donne o idee – infine costituite e costituitesi in un Ente, Luogo, Azienda o struttura luminale al nostro tempo presente. Sovente un contesto, una realtà, fatta di tanti che la rendono reale e possibile conferendo, per essa, una memoria storica che si vuole onorare alla Livrea che ancor oggi non “vien meno” di un Libro bel rilegato, stampato e impaginato, su carta filigranata da romanzo scripto. O patinata solitamente lucida o bianca opaca. O ancora meglio: ecologica.

Una sorta di cose, che comportano il racconto ad una storia. Questo è stato ed è il mio mestiere “ufficiale” sul quale lido ho vissuto da persona indipendente, la mia sorte di cittadino libero, per anni a Torino dove sono nato, ed oggi a Castelnuovo Calcea in provincia di Asti dove aiuto i miei e lavoro sopravvivendo un po' alla spera in Dio (senza avere più le spalle coperte da un team costrutto e ben piantato sul territorio, ove le maestranze, coordinate fra loro, sono le realtà operative delle grandi eccellenze italiche nel mondo).

Gaglioffa per me fu l'eredità artistica (che finalmente oggi potrete leggere riassunta ad hoc e in sintetica maniera sulla biografia di questo portale, rendendo così a quel campo patria la sua nobiltà pragmatica :) Ma ho sempre disegnato per affetto e per amore, almeno di conversa alle persone che brillavano a quel gesto, desiderandolo, e perciò – quel disegno ero e son sempre stato spontaneamante logico volerglielo regalare... è dura, come sappiamo, per tutti gli artisti: dar ragione a un sentimento al punto da convertirlo in denaro, commercio e benessere o quanto meno sostanza sostituta alla sopravvivenza quando come vedete – per me, quella desinenza alla sopravvivenza è sempre stata altra, e ben meno nobile, credo, della profondità che invece lega un artista al suo disegno, sulla quale faccenda ho appena scritto la riflessione che apre la mia nuova biografia (eh sì, per quanto pragmatica, una prefazione non me la potevo certo sì negare... :(

Cosa sono? Dentro (quindi interiormente, là dove la fortuna vuole avermene dato chiaro un segno e una ragione) per virtù e per vocazione ed anche ereditaria ragione quasi logica a pensarla... sono un disegnatore artistico e creativo. Che disegna sovente a braccio e per ispirazione. Un soggetto, quindi a priori, quasi sempre una “persona”, “mensch” (ringrazio ancora la memoria dell'amica italo-austriaca che un bel dì mi spiegò quanto è più profondo ed esteso è il termine “persona” qui ivi traslato e tradotto nella lingua austriaca), soggetto che in fattispecie conversa le donne, volendo cercar, per loro, esatta configurazione al mio tempo presente, nuovo modello e nuova figura che possa così degnamente, rappresentare gli attimi delle parole senza le parole, i tempi esatti al respiro muti così espressi al loro profondo e intimo bisogno di tener per loro stessi, della natura, segreto e virtù. Un disegnatore che rispondendo al cuore (cioè a quel che desideravo, e desidero, pressoppiù le donne appunto) ha imparato (se così suol dir possibil farlo) a dirlo coi segni oltre che con le parole...

Disegno – già. Orbene: io disegno. E sostanzialmente mi limito al disegno e non al colore o la pittura – tutto deve entrare nel segno e nella soluzione “di segni”, sui quali segni è stromento la matita, la serie di matite, oggi più che altro un carbone detto Pietra Nera della Conté à Paris. 3B. O per altre ragioni e risultati, le Grafwood Caran d'Ache dalla 6 alle 9B della Caran d'Ache. Per altre ragioni ancora, carboncini o carrè.

Certo la carta, mi si imputa sovente che non uso carta molto spessa... ma valla anche a comprare quella carta: cartolai e operatori di Belle Arti sono i miei tiranni non amici, e quindi vivo a stento potendomi procurare ciò che già fatico ogni volta a la sua sorte: risma di 500 fogli di carte da fotocopia (se possibile: Fabriano).

Se proprio volete saperlo... in tutti questi anni (val bene che ho praticamente, a parte dal 2016 ad oggi, lavorato sempre in Azienda...) ma io a casa mia non sono ancora risucito a comprarmi una sedia da ufficio da 50 euro :) E lavorando seduto, stante ai miei dolori – è un tutto dire... Ma oso sperare di farcela un giorno :)

L'alchimia di certi geni ereditari e poi la vita sentimentale, maturata sempre su un riferimento al femminile, mi ha portato a impugnare la matita e a disegnare. O come sovente percepisco, il fato, la vocazione, il caso – ha voluto che certe cose potessero rendersi libere grazie a questa mano, che è solo mero strumento di una forma nuova di visione per imago che sovente, insieme a le sue forme novelle, cerca  forme figurate preposte al “servizio” per metterle in luce e semplicemente farle esistere.

Sono i miei disegni e pupazzi esistenziali. E florilegi. Periodicamente aggiornati nelle mie gallerie (e diarii) su facebook.

Un uomo (quindi una mano felice) che purtroppo è anche la mano di un uomo nato e cresciuto in quella città operaia (Torino) che ne ha determinato le sorti. E qual è la sorte: si fànno le cose che ti permettono di vivere, in base al background che ti ha predisposto incanalato in un certo quid di cultura proverbiale a risolvere l'arcano (io sono cresciuto con il severo precetto familiare di fare l'operaio, o di trovare un posto fisso e mai farmi passare per l'anticamera del cervello di voler fare l'artista) così perdiamo il gusto per la vita (perché certi compromessi non hanno a che fare con il “vivere”) e come sovente accade: non si può “caricare” il disegno di “valori” o “poteritanto sterili com'è la sorte di destinarli a un equipollente valore in denaro.

Questa “sofferenza” cerca poi infine di sdrammatizzare (o esorcizzarsi) nei “blog” che non sono altro senonché la valvola di sfogo di un certo bisogno spontaneo e creativo (che almeno al numero delle parole equivale al numero dei disegni che posso fare in un solo giorno).

Pertanto, come uomo, sono vissuto e vivo in un contesto “non a misura di questo uomo”, per alcuni versi incapace di dare un valore a ciò che amo fare di più, perché dissento fortemente da quella logica del valore che eppure viene manipolata, fra mani e gesti, da chi impara a fare l'artista leggendosi un manuale, senza avere mezzi e versi da conversar con la matita... d'altro canto prigioniero a quel dono del sapere che mi è dato che mi porta ad essere oggi imprenditore con il vizio del servizio dell'operaio assegno in bianco... al punto che per delusione, fatica varia ed amarezza, sovente – al “nuovo contatto” (di un lavoro prototipografico o di impaginazione proveniente da sconosciuti) manco rispondo, così... per prevenzione :)

Attualmente quasi tutti i miei nuovi ingegni creativi si trovano sulle pagine di facebook sopralinkate. Quella privata (il diario) e quella pubblica (vecchie collezioni e aggiornamenti).

Un profilo su deviantart (perché è sempre stimolante, quando pubblichi un disegno, ricevere notifiche da persone che abitano in tutto il mondo, questo a favore del fatto che trattasi di portale talmente frequentato che, a un tot. impressionante di opere pubblicate in un ora corrisponde la virtù si essere comunque sempre e per forza visti da qualcuno/a), fra l'altro magico contenitore di incredibile bellezza, potremo dire “il mondo in un disegno” dove per uno, ce ne son milioni...

Infine altri profili sparsi qua e là di caratura e notazione professionale (tipo Linkedln).

Qui su EQUILIBRIARTE (primo portale della nostra esperienza sulla rete, a partire dal lontano 2008, quindi “notazione affettiva” sulla quale abbiamo ancora oggi particolarissimo riguardo) ovviamente soprattutto nello strumento esorcizzante (ma anche didattico: la CS6 e un po' di storia... Il Macbook pro...  il disegno vettoriale...  elucubrazioni e ricerche su “la musica che non esiste”... focus e commiati nostri soggettivi su artisti che hanno determinato la nostra stessa storia ispirativa a suon di musica creativa, come Keith Emerson (anche in tempi non commemorativi ovviamente...) o CHRIS SQUIRE (ex bassista degli YES), PACO DE LUCIA... oppure Albert Schweitzer o ancora Lorenzo Perosi, la torinese Lalli, i Pink Floyd, fra cui l'incredibile storia di CLARE TORRY, Christiane Legrand, senza limitazioni e retaggi di stile, perché così sarebbe orribile, ergo il grande Arvo Pärt, eppure Carmen Consoli, Björk, i Die Antwoord, Natalie MERCHANT, Riuychi Sakamoto, SIA, URI CAINE, DAVID SYLVIAN, JONI MITCHELL, le BALLATE DI TUSK dei FLEETWOOD MAC..., ANI DI FRANCO... inclusi personaggi filantropici come José Antonio Abreu o argomenti di amplio retaggio come la Musica Indipendente (indie), la musica creativa e l'Arte nei Suoni Casuali, e anche altri oggetti e luoghi mistici come l'Integratron... oppure ancora nostre personalissime iniziative artistiche, i report dedicati ai grandi pittori intesi alla “pittura” al senso cui tutti san riconoscere le cose per come le vedono, cfr. Artrenewal.org, – qui nel WINNER PRIZE del 2014 – al quale argomento abbiamo anche dedicato riflessioni sulla INFRANTA IMPORTANZA SEL CLASSICISMO... il nostro mai dimentico amore per la fantascienza come forma d'arte, e in bilico fra la realtà, nel PASSAGGIO DI MERCURIO DAVANTI AL SOLE... e là dove nelle nuove tecnologie di movimento a massa le AUTO ELETTRICHE... (anche in veste di ricerca sul DESIGN) oggetti e ingegno ecocompatibile con SPROUT & PERPETUA e ancora la danza Butho come “massima espressione creativa”, ricerche spasmodiche di nuovi talenti musicali come i NEW GRASSLANDS, o i fantastici DakhaBrakha... MuOM OVertone Singing Choir... gli IRFAN... le be good tanyas... ANNA MARIA JOPEK... ANNA FEDOROVA... LISA HANNIGAN... oppure nuovi personaggi virtuosi come la grande chitarrista KAKI KING, sulla quale (come per Björk e altri) mai ci risparmiamo... PINA KOLLARS... il brano (forse scorretto definirlo brano) musicale che ci porteremmo sulla Luna, fosse possibile andarci senza ipod, dibattiti su temi di massa e di attenzione comune, come la classifiche di Rolling Stones o i contest televisivi alla ricerca di nuovi talenti cfr. Giorgia Alò, che ha, lo ripeto, una profonda e interessantissima voce..., o il recente approfondimento nel feeling sul rapporto di coppia uomo donna nella probabile funzione che a livello ispirativo, culturale ed educativo, la RAI può in un certo qual senso prodursi come trasmettitore nella sua parabola di veicolo di massa mediatico (Ballando con le stelle, da noi interagito ovviamente aldilà delle politiche del gossip, ma solo sotto il punto di vista dei reali affetti che le due specie “incontrano” e “scontrano” quindi impediscono sul nascere fra loro...) – altri focus su argomenti ricchi di hyperlink, come la Sagra della Primavera, full immersion in argomenti culturali mediterranei e italici di fondamentale importanza come LA TARANTELLA, veri e propri “ciali aperti di ispirazione“ nella serie della MUSICA PER ARTISTI, laddove speriamo siamo ancora operativi i link... musica per artisti volume due (ce ne sono a cercarli credo... ecco la quarta),... ecco la TERZA... follie musicali come le cover degli AC/DC alla Boscaiola... grandi ricerche di ispirazione “figurativa“ là dove la DANZA INSEGNA ed anche dalla A alla Zeta... personaggi musicali e voci femminili del passato epiche, come quella di KAREN CARPENTERS o la Musa d'Inghilterra SANDY DENNY, complessi e formazioni storiche come quella dei BLOOD SWEAT & TEARS, i GENESIS... ed anche meno conosciuti ma caratteristici, come il gruppo folk delle sorelle ROCHES (molto amate dal mio ex-datore di lavoro, non dico altro...) o la fantastica MAHAVISHNU ORCHESTRA... la mitica Aria del Lascia ch'io Pianga per mia cruda sorte... e riguardo al nostro mestiere, sotto forma di raconto didattico, elucubrazioni su come impaginare un libro, o il desiderio di mettere in rilievo personaggi femminili di grande importanza artistica come BERTHE MORISOT, o la nuova vita editoriale di Catherine Destivelle, una delle poche “muse ispiratrici” indirette, cioè che non abbiamo mai conosciuto di persona e che ci hanno quindi stimolato attraverso i “media“, nuove realtà culturali italiche come gli SBAZZING PROJECT e l'arte del flashmob, l'immaginario necessario di LANA WACHOWSKI e naturalmente molti, moltissimi approfondimenti su quelle che sono le nostre notazioni vocative, là dove si parte, per ispirazione, a ciò che è il nostro moderno modello espressivo, cioè il Figurativo Ellittico (RAGIONI DEL GESTO DEL FIGURATIVO ELLITTICO) (sorta di indicazione a istinto del modello di stile che vertiamo sulle sponde del disegno vettoriale), passando attraverso approfondimenti terzi, come DEBORAH ORY e ragionamenti personali, come la nuova ricerca della NATURA PROFONDA DEL DISEGNO, la catartica POTENZA ISPIRATIVA DELLA DONNA, sul quale defino ci saranno anche le segrete desinenze della POESIA, sul quale spirito molto è da ricercarsi sul NOSTRO ATTEGGIAMENTO, sui quali modelli di intersecazione sono anche i nostri timidi, ma non nei risultati per imago, tentativi filantropici, come il progetto affine a IL PICCOLO GALLERISTA, per arrivare a un elenco di Belle Arti per Muse Ispiratrici... eppure con a latere molte riflessioni esistenziali, come questa su CAINO & ABELE... o sulle UTOPIE... tutto torna necessario: per arrivare alla sintesi e al motivo della sintesi e del perché di una curva come della ricerca di una determinata linea... come le profonde riflessioni de SU QUESTE POCHE LINEE... o ancora timidi tentativi per cercare di capire come funziona questo assurdo mondo dell'arte, tipo PRENDENDO LE MISURE... o inseguendo virtù e passioni dove aldilà di quella che è afferente al DOVERE DI DISEGNARE altre non se ne possono inventare... e ancora ancora analizzando stupende invenzioni come quelle di TOSHIKO HORIUCHI e i suoi intrecci elastici per creare mondi per bambini... ) e ancora riflessioni mai dimentiche del bisogno necessario de IL GIORNO DELLA MEMORIA... come dicevamo: esorcizzazioni del bisogno creativo che troviamo nel blog.

Etcetera, etcetera, etcetera... :(

 

Biografia di PRE SINTESI a maniera di telegramma DELLA SINTESI ARTICOLATA

(telegramma) Figlio d'arte. Studia grafica. Opera come tecnico grafico prepress con l'avvento del Macintosh dal 1988 ad oggi. Stop. Ereditata la vis creativa la esprime nel tempo libero (occupandosi di traslare i sentimenti tramite i segni, disegnando per le innamorate). Stop. I suoi disegni sono indotti dall'esistenza di una donna. Sempre. Stop. Ottimo disegnatore veloce a mano libera – relatore culturale – impaginatore di brochure, cartoline, poster, fotomontaggi per artisti e liberi professionisti – ditte – enti – musei. Stop. Velocità: impressionante. Stop. Bozze: buona la prima. Stop.

Ora fosse per noi tutto questo basterebbee se fossimo occupati come un tempo non avremo manco aperto un solo profilo su internet... ma essendo variate e maturate le nostre occupazioni, credo che esse siano afferenti al rigido e fondamentale bisogno che la storia abbia memoria di tutti quei singoli individui che nati in una Società Libera come quella italica del dopoguerra, si “usino” a formare il criterio sul quale l'eccellenza e l'onestà reagiscono alla nuova formula che un giorno diverrà completa: cioè l'Europa.

Quindi sul principio di questo suffisso: Mesini ed Equilibriarte (non perché lo patrocini ma solo poiché io lo dico da qui per ragioni di adesione affettive mie proprie) si rendono strumento di questo principio, a profilassi di un incipit di cultura, creatività e (quando possibilmente trovando anche il coraggio di definirla così) Arte, in quanto a espressione logica per dire che ciò che non c'è, ma è presente nell'aria, ergo subito dopo c'è – sotto forma per imago su un foglio di carta.

E farlo bene e al meglio: possibilmente in parallelo alla tecnologia presente al nostro tempo, da una parte, usando la matita secolare, dall'altra, sempre.

Apriremo quindi le dighe al nostro bagaglio informativo e culturale aprendo la nostra libreria (calcolando inoltre che oltre a questo testo, anni fa abbiamo messo in barrique questo – che ha tutti altri link... :( Ergo segue il ritratto di un professionista ed anche artista italiano.

 

SINTESI ARTICOLATA

Certe cose esistono come sono poiché non bisogna chiedersi perché (caso mai il LINK fosse criptato, cercherete, volendo, il Glenn Gould - Bach Concerto in D minor (3 of 3). Sono sicuro che una biografia, per quanto si provi a scriverla nel modo migliore, dica niente di noi. Le sole poche cose che possono dire di noi, non sono importanti – perché è più importante se tramite noi accade qualcosa sul quale è lecito non chiedersi perché. E noi siamo la sola cosa non lecita, nell'esistenza, che esiste; ergo quella che meno di altre può dire qualcosa finché cercherà di descrivercene il perché.

Perquanto in questa biografia argomenterò soprattutto la vis creativa, a rigore di cronaca io sono un ex-allievo del Colle don Bosco, classe 1966, nato a Torino la quale mi simiglia un po' in tante trame (ndr, Colle don Bosco al tempo indicizzato come Scuola per Grafici) che ha iniziato, dopo il militare, a lavorare a Torino presso uno dei primissimi Studi Grafici Prepress che diedero fiducia al Macintosh (il 45 Plus, qui addirittura in copertina... e qui nell'anamnesi della Rivoluzione che cambiò poi anche il mondo grazie a questo, quel .pdf, invero, che tanto somiglia allo schema del Mac per semplificare la vita e il mondo del lavoro; ...il quale, però, se avete lavorato sul serio, in grafica soprattutto di produzione, mai scevro di ansie e problematiche al limite del tracollo cardiaco :) Da allora ad oggi, qualche lavoro eseguito da me è anche sulla rete, pubblichiamo – ove possibile quindi, l'ultimo (logo e Calendario “Monferrato Romanico” parlando della prima edizione del 2016, sul rigo della quale Astigrafica procederà a successivi aggiornamenti e adattamenti di anno in anno) – e altri due storici appassionati lavoretti di grafica e impaginazione :) Barcelona & Catalunya by Allemandi e l'infografica (quindi cliccando nelle immagini grafiche realizzate vettorialmente con illustrator dal sottoscritto) dei laboratori di sintesi della Fondazione Pier Luigi Nervi c/o dott.ssa Chiorino.

Amo e sono però, vocativamente parlando, se non un artista, un “procuratore di quella che è la realtà prodròmica di una mano felice”, nel disegno a mano libera e sull'eredità che a partire da mio nonno Mario MESINI, mi porta oggi a fare il precursore del Figurativo Ellittico – nel disegno vettoriale.

Nel testo a succedere, varia e amplia ricchezza di link, riferimenti e argomenti trattati, afferenti innanzitutto al mio tempo presente (un po' come nella nomea di quei che sono i blog che realizzo sempre a istinto e per esorcizzare il mio necessario bisogno di creatività, mai dimentico al desiderio di dare – possibilmente – informazioni utili e magari nascoste, ergo con trattati un pochino fuori dai cliché).

Buona lettura :)

(aggiornamenti di rito) – Varata la «Fondazione Aurelia disegni della Gioia» (che se scrivendomi potrà sempre darVi addito a ricevere veloci disegni della gioia con matita a mano libera su carta A4 per il simbolico dazio di un euro cadauno) dedicata simbolicamente soprattutto a scolaresche (o classi) che possano desiderare “un disegno della gioia semplice” personalizzato con il nome (cadauno alunno, alunna ergo presidi, maestre, professori) o “Enti” a vario titolo... “parrocchie“ o “famiglie numerose” finanche: a chi non ha che un euro... – ...altre nostre recenti iniziative (sempre meglio organizzate e fondate sull'attività da noi sperimentata sul territorio), si è aggiunta la produzione di SDA (Stampe Digitali Artistiche) su commissione (attualmente nel varo di alcuni soggetti che vengono aggiornati in questa galleria), prodotti, pertanto, che uniscono alla nostra maturata esperienza di produzione come grafici, anche quella artistica e creativa come fondatori del Figurativo Ellittico. Per richieste in tal senso, basterà scrivere a mesinilio@alice.it o usare questo portale oppure collegarsi ai siti su facebook (anche a pagina privata) o ripeto, naturalmente qui su equilibriarte.net

NOVITA' del 2017 – La nostra nuova produzione di eccellenza nanometrica superdefinita strabiliante (per definizione del dettaglio) di STAMPE AUTONOME con la già meritoria (ma qui avanzata) tecnica che al tempo abbiamo patrocinato per tutti gli artisti che in qualche modo volessero, un giorno, esprimersi come provetti stampatori.

Sul reale valore di un disegno a mano libera, ogni amatore o collezionista ha i suoi principi di valutazione, che riteniamo sacri e sovrani, pertanto, ognuno avrà libertà di interessarsi alle nostre produzioni di disegni a mano libera nella piena confido della libertà che Lo/La porta ad avere, ed esprimere, questo diritto, sul qual non ci sono mai state particolari remore da parte nostra, se non quelle “naturali” dell'uomo che disegna e che, per sue ragioni (piuttosto comuni) “proprie”, non può avere come riferimento o interesse il “valore monetario” del suo prodotto spontaneamente creativo, che conflittua con la stessa ragione esistenziale del suo studio (il quale utopicamente delega ad altri competenti artisti del commercio, il condono a questo aspetto comunque ancora oggi necessario del vivere) – ma, come sappiamo da tanti altri esempi in letteratura, più che altro, doversi concentrare su ciò che lo “anima”, lasciando libera quella forza espressiva che riteniamo anche essere – in sostanza – una “forma di vita” quasi inter-indipendente da noi stessi, la quale ha – come solo modo per esprimersi – il bisogno di trovare qualcuno con quel coraggio necessario a disegnarla o metterla su un foglio.

Sempre meno Lui degno di ciò che invece sul foglio ivi compare, su questo non ci sono dubbi.

Notazioni tecniche: disegnamo solitamente su carta bianca da 80 grammi o formato A3 da 100 grammi, utilizziamo matite Grafwood Caran d'Ache 9B ma da tempo, soprattutto Conté à Paris Pierre Noire 3B (anni fa, fin reperibili, le Criterium). Quasi mai a colori, se non con carboncini Conté o matite colorate Caran d'Ache. Per via delle particolari caratteristiche della pasta ceramica, utilizziamo anche la matita Magic Koh-I-Noor Hardtmuth.

La miglior circostanza che si lega al nostro stile attuale, è nel disegno in bianco e nero con sfumino. Non si disegna su commissione se non su “notazione generica” (a esempio, preferendo un certo tipo di tematica piuttosto che un'altra: della gioia piuttosto che del dolore) o lasciando libero l'artista di esprimersi per un giorno o due o quanto si è nell'interesse di chiedergli, convenendo un tot. di disegni estempori al tempo in cui lo si contatta per avanzare la proposta al desiderio.

Naturalmente, il compromesso dell'Artista si condona al bisogno ove onde per cui, se i disegni devono allegrare le stanze dei bambini o degli adulti, avranno certe fogge piuttosto che altre ove qualcuno volesse disegni “per adulti” ergo spontanee a manifeste nostre espressioni figurative esistenziali.

EROTISMO – Disegni erotici o fotomontaggi che prendono a schema il tradizionale mondo dell'arte e la contemporaneità della sessualità espressa per imago alle sua varie forme al tempo presente e soprattutto là dove il libero arbitrio ed esercizio dell'uomo ha oggi una libreria a cielo aperto su internet, ne abbiamo fatti perché siamo ovviamente esseri umani (inoltre, esseri umani anche “artisti” volendo amplificare la curiosità e l'interesse verso tutte le manifeste cose dell'istinto umano) e ne sono usciti fuori esperimenti completamente diversi (e per certi versi fantasticamente eccessivi là dove si possa ipotizzare l'assurdo invece sul nobile traguardo che la fantasia porta nettare alla realtà) da tutto quello che tutt'ora si vede su internet. Anche sotto il profilo poetico, naturalmente. Di solito quindi li cestiniamo, come fin'oggi non abbiamo ancora realizzato il post sul blog del “Sesso al tempo di internet” potendo purtroppo valutare che sarebbe solo uno strumento per dare link utili (ma inutili) a chi non se li vuol cercare, probabilmente, forse, semplicemente “eccitando” e non prevenendo & accogliendo e potendo analizzare un istinto tanto umano quando per noi forse il più importante di tutti gli altri (approvando, per molti versi, il lavoro di FREUD) – pertanto, in attesa che i tempi maturino, abbiamo per adesso mortificato questo settore evitando di dargli maggiore o altro sviluppo.

Come ogni tipo di attività artistica, i nostri disegni nascono per necessità interiore, stato d'animo e sono per questo riconducibili al nostro percorso autobiografico. Ma questo esula dal risultato, che ha un significato per ognuno diverso come è nella genesi delle ragioni dell'Arte nei secoli. La nostra vera gioia espressa o esprimibile è data proprio dalla circostanza per cui ci troviamo davanti a un foglio bianco con una matita in mano. Abbiamo il coraggio di continuare a disegnare solo perché abbiamo visto come tutto questo si proluce in una sorta di analisi che mantiene inaltero un buon livello di intellegibilità al tempo presente; e quindi riteniamo sia utile e interessante per l'umanità. Perché forma nuova per dire le cose conosciute fin'oggi in altre forme.

Per quanto concerne la “professione” grafica, maturata dopo gli studi presso il Colle don Bosco e poi affinatasi a Torino (nostra città natale) e fino ad oggi (come esperti grafici su macintosh con CS6, ergo il pacchetto adobe illustrator, in-design e photoshop) siamo (purtroppo) in grado di risolvere brevemente qualsiasi tipo di problematica relativa a un prodotto editoriale a stampa (dalla cartolina a tutto il resto fino al PDF per PRESS).

E la cosa ci ha stufati. Sappiamo farla troppo velocemente e bene per lasciare che il mondo del lavoro sappia ancora oggi darLe un valore opto. Stante allo storico Direttore di Produzione di Umberto Allemandi Editore, “...io Luca, un grafico lo trovo in ogni momento: ma un disegnatore no. Quindi, per quanto possibile, tu volessi proseguire l'attività al disegno, sarai tu solo a disegnare in quel modo, e cercherò solo te per avere quel tipo di lavoro, poiché solo tu sai farlo a quella maniera...” questo in sintesi il concetto sul quale è ben difficile dar torto. Specializzarsi in un settore dove solo noi siamo in grado di fare certe cose è diverso che specializzarsi in un settore dove c'è molta concorrenza.

Anche se infine anche nel mondo del lavoro dove c'è concorrenza vince su tutto la serietà e la leggenda metropolitana che ognuno si porta dietro (la mia era di essere un assegno in bianco, quindi andava bene così perché portavo a fine le consegne sempre nel modo migliore e più completo possibile). Ma anche perché la mia filosofia è “pagami quello che puoi” – se devo mantenermi un aloggio in affitto, ovviamente a scapito che io possa garantirti la mia presenza operativa e serana se tu mi garantisci di sopravvivere dove mi vuoi operativo, e così è sempre stato.

2016-2017 – Non più oggi naturalmente dove assito mia madre e mi arrangio come posso stando in casa (e comunque, con i miei, sempre e comunque in una casa in affitto con in dote una pensione da artigiani che ovviamente non va oltre i mille euro mensili).

Naturalmente, la nostra spontanea inventiva e fantasia sul limo delle nostre vocazioni, non poteva trovare mestiere classico più idoneo (ergo fare il grafico fotoimpaginatore e fotoritoccatore), unitamente al nostro ferreo rigore sabaudo torinese, là dove per Arte Grafica si intendono soprattutto “regole” da seguire e non licenze artistiche (che ci prendiamo solo sotto il profilo del disegno a mano libera e del Figurativo Ellittico).

 

BIOGRAFIA CLASSICA

Nella lunga biografia a seguire si è voluto dare spazio alle informazioni anche in maniera narrata, perché in ogni caso, a date o accadimenti è sempre bene associare il modo di pensare di chi li ha “lasciati” accadere... e il nostro modo di pensare è piuttosto prosaico, come si evince dalle storie narrate dei nostri disegni autoconclusivi (non propriamente illustrazioni, né fumetti). Finanche dai nostri approfondimenti scripti. Poiché fra un milione di persone, potrebbe sempre essercene una che desiderasse saperne... noi abbiamo inteso questa biografia sempre al favor di dare “più informazioni possibili” a quella persona.

Mio nonno è stato Tenore del coro della RAI di Torino. Fu, prima, scultore, diplomato all'Accademia di Modena come “Maestro Ceramista” e attivo nella Torino del dopoguerra, presso Lenci, Vi.Bi, Lusso e altri forni ceramici in quello che fu l'imploso indotto internazionale della ceramica eccentrica degli anni '50, in Piemonte. Mio nonno, poi mio padre, mi ha(nno) insegnato questo (la dizione o l'ascolto della Passione Secondo San Matteo di Johan Sebastian Bach diretta da Karl Richter e la sua orchestra e coro ad hoc). Io, debbo dire di non essere degno di una sola nota, sia qui sopra come, invece, in quest'altro. Ma devo anche dire che oltre tutto questo, non c'è molto da imparare “oltre”, visto che in questa “speme” creativa vede sostanzialmente riuniti tutti gli “affetti”, ergo la natura umana. ... qui c'è proprio tutto quello che serve sapere. Per disegnare o darsi ad altri esperimenti espressivi. Ciononostante sia anche un modo che educa e cresce a un tipo di rapporto con il prossimo...

Certo... avrei mai scritto tanti articoli di “musica creativa per artisti” se da “quello” non fossimo arrivati a questo (Uri Caine Jazz in Laurino 2009 corsi jazz)? E sperando che duri per un po' di tempo anche questo (Einstürzende Neubauten Was Ist Ist (What Is Is), ve lo linko naturalmente. E potrei, amando Bach, non linkarvi anche questo (AC/DC - Hells Bells)? Mai... (se, come solito capitasse, là dove non si parla di Bach, quest'ultimi tre link Ve li dovessero eliminare dalla rete, andate a cercarVi Uri Caine dal vivo, gli Einstürzende Neubauten – meglio se “Open Fire” eseguito per le coreografie dei LaLaLa Human Steps e gli Ac/Dc – meglio se Back in Black... tutto :)

La musica (madrina probabilmente di tutte le arti) è nel contesto della sua immensa varietà policroma. Essa interagisce sui sentimenti espressi. Per me è importante sia la sigla trasmessa da Radio Carcere dove si sentono i carcerati fare musica industriale con le forchette battenti sulle sbarre lungo la eco implosa dal corridoio che uguale la tregenda di Beethoven ne la Grande fuga... tregende dissonanze simili nelle ragioni dei contenuti che danno loro vita.

Solitamente, nella nostra cultura di massa, per spiegare le due cose insieme si fa riferimento, prendendo dal mondo dello spettacolo, a questo (Quattro minuti è un film diretto da Chris Kraus, rivelazione del cinema tedesco nel 2002 con Scherbentanz, prodotto da Kordes & Kordes Film GmbH, una casa di produzione emergente nel cuore di Berlino).

 

Aggiornamento a Pasqua 2016

Se realizzo un disegno, sul momento, è facile che lo pubblichi qui (è il link della mia pagina privata su facebook già tante volte sopra certificato). Per me risulta per adesso, il modo più facile, veloce e immediato. In ordine di tempo, l'ultimo video che testimonia la mia attività artistica tramite segni (dedicato al tema dell'equinozio d'estate) potete trovarlo qui. Per quanto, in video, cerchi di disegnare velocemente, difficilmente si può star sotto i 400 mega, e ci va sempre mezza giornata per caricare questi testimonii sul vettore Youtube. Per questo, disegnamo molto più di quanto pubblichiamo (ovviamente). Sui disegni, aldilà di tutte le “logorroe” e “filosofie” sul tema, chi è interessato a qualche cartiglio o cartella con schizzi e studi d'autore, magari per mettere in dedica un regalo o un omaggio a chi può amare la risultanza della vis creativa di una mano felice – sa che può contattarmi, là dove sull'ordine dei costi, siamo altrettanto flessibili né ci interessa andare oltre alle possibilità dei committenti (ergo, come di cui sopra, senza tecnicismi, filosofie o altre prolisse meta-analisi di mercato, un disegno è utile che venga ripetuto, nel tempo e “ch'el disegnatore disegni, possibilmente, finché avrà vita la mano per disegnare” – e chi lo desidera possa, infine, realizzare d'aver trovato ciò che desiderava per poter concretare la sostanza di ripetere, questo tipo di attività, nel tempo) dando all'autore la sostanza fisica per farlo (ergo monetaria, almeno stante a finché durerà il nostro inserimento in questo contesto sociale basato sulla libertà versus il “potere d'acquisto” in termini di denaro – né mai si farà di peggio per evitare questo incontro.

Ma sarebbe utile sapere o edurre (perché è la realtà) che nel bene o nel male, anche chi non ha le spalle coperte – se ha bisogno di disegnare: lo fa e lo farà sempre. Nel mio caso pure nel continuo deliberare nozioni scritte e proseguire con i miei contemporanei strumenti all'esercizio del FIGURATIVO ELLITTICO. Ed anzi, più riesco a farlo da solo e con le mie sole forze – meglio viene il lavoro.

Questo perché per fare qualcosa di buono e utile o importante non è necessario essere persone di successo o con le spalle coperte. Solo obiettivamente sapere quello che esiste e vedere ciò che si crea – il più obiettivamente umanamente possibile :)

La mia scuola (che metto in queste parole e negli inediti scatti fotografici di questo articolo in galleria) è solo un monito per avere riguardo e fare riferimento a La Vostra scuola, sulla quale – di rimando – avrete le capacità per capire obiettivamente cosa è utile capire come io da solo posso capire quanto possa essere utile o piacevole, prendendo una delle ultime cose che ho fatto, questo. O questo. O ancora questo. O le ultime ragioni di forma sull'estetica muliebre del figurativo ellittico qui. In omaggio alla Festa della Donna qui. Alla Madama Butterfly qui. Ai preraffaelliti qui. Alla cultura giapponese delle Kokeshi qui. Alla Daihatsu che ha accompagnato la mia vita lavorativa in questi ultimi 12 anni senza che io dovessi intervenire per cambiarLe un solo bullone qui (al punto che sto aspettando di avere il coraggio di inviare un mio omaggio alla ditta in Giappone passando direttamente per l'ambasciata italiana).

Diversamente non lo avrei certo fatto.

Siate quindi fiduciosi, non rientriamo nella categoria di quei che si fàn vanto di ciò che fànno né tanto meno di chi considera un affare l'acquisto di un set di 10 disegni per 5000 euro alle fiere after-market – il nostro link diretto è mesinilio@alice.it – ciò detto, va comunque sottolineato come, se da una parte, è profondo il nostro legame con il disegno, non lo è in termini di mera vendita, un fine sul quale il mistero si distingue – né, infatti, abbiamo mai saputo conferire al “concetto” stesso una determinante di primo interesse, poiché siamo certi che dal momento in cui una cosa inizia ad avere un valore in termini monetari, il valore di quella cosa, di per se stessa, compiutasi al miracolo dei segni: è perso.

Lo può dimostrare il nostro recente show (2016) ad una delle tante feste di fine anno scolastico dove un continuo e pressante nugolo di bambini e ragazzi (dalle elementari alle scuole medie) ci ha chiesto disegni estempori che abbiamo cercato di esaudire in un tempo non meglio precisato di circa 120-200 disegni realizzati dalle circa 20,30 alle 23.30 in mezzo a quella nuvola di desideri e innocenza juvenilia :) Ovviamente gratuitamente, perquanto la parola stessa – stoni molto a far capire la natura del contesto, afferente più che al dono – a un dovere deontologico spontaneo quanto lo è la vocazione al nostro dicastero.

Partendo dalla mia esperienza operaia, se per ragioni note – un mese di lavoro specializzato può valere dalle 800 alle 1200 euro e, un'ora di quel lavoro, in termini di ritenuta di acconto, possono pagarcela dalle 3 alle 13 euro lorde, né siamo in grado di rimettere, per le stesse ragioni che mettono il tempo di un uomo in dedica a un servizio di forza-lavoro, equipollente criterio contrattuale & concettuale, conferendo a un disegno una dimensione così poco nobile rispetto quella che, invece, in abbondanza, ha per sua natura propria.

Per quanto io abbia imparato a disegnare negli anni lasciando che i disegni, in ogni contesto estempore dal vivo, andassero ad allegrare – omaggio doveroso e felice o delizioso – cameriere, bambini e bambine, singoli e singole, famiglie, nonni e nonne, osti e ostesse, baristi e bariste e quanti altri (mie innamorate e Muse Ispiratrici)– in quel mentre, per ragioni loro proprie si trovavano in piazza, vicino a chi sulla panchina disegnava, vicino a chi durante una pausa all'aperto seduto o in piedi disegnava, sovente a chi passaggero con me dentro a un treno si trovava, e così ho potuto donare i miei disegni direi da bardonecchia – e la svizzera – alla sicilia a un vasto e variegato assaggio di umanità :)

Paradossalmente, se il lavoro in una tipografia non vale molto ma ha un valore in termini monetari, (e forse proprio perché quello che facciamo, in tipografia, non vale molto... a detta dello stesso tipografo e... alla sorte di quel mondo del lavoro che declina piuttosto ch'evolvere sulle proiezioni di quel mondo – del “lavoro” appunto – di chi non lo conosce per nulla), i disegni, quel valore monetario, non ce l'hanno perché la stessa vita di un uomo che decide di disegnare (piuttosto che fare l'operaio) vale molto di più... perquanto l'autore non è che forma altra, forse solo più profonda e creativa, di un operaio nella rimessa di una certa logica al ribasso.

Dover insomma ridurre il lavoro artistico e creativo a un valore in moneta per vivere, come storicamente risaputo, fa perdere moltissimo il valore al lavoro stesso, io credo anche condizionandone la “migliore“ resa possibile – perché di tutte le cose note, quelle più vere e autentiche non hanno prezzo e non possono, inoltre, darsi questa pena d'averlo) né si possono diminuire in quella logica che, di tutte le logiche – è la più banale, bassa e di meno valor di quelle che l'uomo si è inventato, io credo, per mettere in gabbia la sua libertà di espressione, secondariamente – la possibilità di cose che sono “oltre” noi stessi, allo stesso principio del diritto e del dovere che hanno a esistere.

Con questo è evidente che il lavoro di un artista può svolgersi solo in un contesto mecenate o museale dove una realtà istituzionale si prende premura di un'altra sostenendo la sua esistenza sul merito di quelle necessità che invece sono, probabilmente, state scritte proprio solo per non farLe esistere.

Mentre le persone le desiderano.

Consideriamo queste cose nella cultura. Ciò, invero, che ci chiede di fermarci un attimo per pensare e godere di essere uomini a tutti i nostri sensi e istinti.

Noi siamo il solo indice che può interagire su questo controllo, non meglio identificato, dell'esistenza. Dicendo sì oppure no, portando avanti un lume o estinguerlo.

Il “disegno” è una forma di questa esistenza che non ha altra forma, per esprimersi, se non tramite un disegno et ergo, per circostanze forse anche casuali, scegliendo le mani di qualcuno per farcelo avere suo tramite, in forma inscritta per versi, segni e macchie su un foglio di carta.

Da noi disegnatori dipende disegnare, e soprattutto dal coraggio che abbiamo per farlo, là dove son altre le “forme” che, necessarie invenzioni, si son messe fra noi e la possibilità di fare altre cose che avendo un valore (come nei termini sopra riportati dell'esempio all'operaio tipografo)... non possono facilmente trovarlo stante a un risolto sistema contrattuale.

Non per nulla, “esistere” senza “esistere” è un assioma che defina una condanna dapprincipio. E sovente, l'uomo ol disegnatore Le simiglia(no).

Rileviamo a questo proposito per far diretta e reale prolusione al discorso di ciò che non esiste (il foglio è bianco) in ciò che prende a esistere ed infine esiste (il foglio di segni) l'ultimo video pubblicato, dal nostro studiolo, in tempo reale (aggiornamento a Gennaio 2016 e qui nella recente sintesi della mia indicizzata attività di disegnatore quasi a tempo pieno).

In sintesi (curioso allocare l'eduzione a questo punto sul qual coraggio si fa speme tutto il mio carattere), Luca (Paolo Maria Mesini Bentivegna) è nipote di uno scultore e figlio di un disegnatore, pittore, incisore – l'uno come l'altro sicuramente da annoverare fra gli artisti del Novecento ma più facilmente inseribili nel contesto di quelle che, per molti, sono le nostre eccellenze artigiane. Nonno per le virtù proferite con la Lenci e altri famosi forni ceramici nella Torino degli anni '50, mio padre per quei nudi e ritratti a china e le incisioni d'argento che sono, ancora oggi, per pochi, diletti oggetti e reperti unici di archeologia artistica nazionale, risultato di una tecnica più unica che rara.

Il sottoscritto, incanalato già scolasticamente presso orizzonti più tecnici (“fai l'operaio e cercato un posto fisso”), ha sempre e solo lavorato artisticamente per amore e ogni tipo di virtù che proviene dal mio disegno è da ricercarsi là dove soggettivamente ho amato qualche donna, al punto che sicuramente ho idealizzato il mondo muliebre come la musa di tutte le fonti ispiratrici ed è con gioia che oggi – in data gennaio 2016, posso finalmente riconvertirmi in nucere a quelle che sono le mie fonti progenitrici (con l'attuale progetto della “Fondazione Aurelia, disegni della gioia” qui ivi anticipato e presto, in tal guisa, nelle gallerie anche di questo sito: anche se già reperibili in ogni contesto “galleristico” pre-esistente).

Il disegno per me è e rimane fonte di grande analisi, non credo di averlo scelto io, senonché per imitazione fanciullesca (dal confronto con mio padre e mio nonno), né potrei dire con che tipo di previsione siano, queste, cose (il disegno a esempio) forme espressive adepte al potere “sceglierci” (quale, infatti, il fondamento, per azzardare questa ipotesi? Sian loro ad avere scelto noi o siam noi ad avere scelto loro...) – di fatto, però, esso (il disegno) è il risultato di un noto desiderio di vivere, maturato e riposto in tutte le cose che esistono in quanto alla loro essenza più nobile e sincera, che sovente ho traslato nella indomabile, sotto tutti i punti di vista, bellezza femminile, e nelle varie, simboliche, molteplici “identità“ che la donna assurge al nostro secolo.

Un tipo di bellezza sempre più profonda, sociale ma anche relegata nei sentieri della solitudine più intensa (poiché indenunciabile). La bellezza sia della realizzazione, intraprendenza, fioritura fuori dai cori e le coorti che l'hanno sempre detenuta relegata in certi status-system, eppure, nel contempo, vittima in qualche modo innocente e sacrificale di quello stesso status che come le onde del mare, la rimettono a riva e la riportano indietro sommergendola all'arbitria forza delle correnti sotto spiaggia.

La donna: intende rimanere a galla e nuotare (avendo libertà di movimento).

In tal senso i miei ritratti di donna ritengo vogliano esprimer questo suo tipo di adesione alla modernità richiesta ormai matura al nostro tempo presente.

La natura è ciò che più di ogni altra cosa simglia alla bellezza delle donne.

Rimetterle in natura, insomma. Com'è nel sillabario di tante e più opere et inventioni creative loro messe in dote et richieste. In varie forme classiche o meno.

Come ha fatto mio nonno Mario Mesini. Come ha fatto mio padre Giuseppe Mesini. Come tentato di fare io in tanti modi, invenzioni e lavori diversi.

15 + 2 anni come tecnico operaio proto-tipografico e poi quattro onorati da piccolo imprenditore mi hanno tenuto lontano, per un verso, dal “disegno”, come elemento di scambio per quel mondo dell'arte che sui generis non frequento né ho mai in alcun modo dovuto compromettere – eppure, d'altro canto, potendolo esorcizzare in ogni attimo e momento libero delle mie giornate, facendolo evolvere alle sue attuali forme estetiche, apparentemente semplici, in verità complesse e ardite.

Oggi io credo molto nella forma espressiva del disegno come tracciato autobiografico ove i desideri e la malinconia di un autore trovano regole per esprimersi, eppure potendosi interrogare sulla forma più idonea per farlo al loro tempo presente.

L'arcano sentimento che in giovinezza mi fu “credere nell'espressione dei sentimenti tramite i segni”, oggi matura in un desiderio di totale gratuicità come è stato il dono a rendere esaustiva questa forma espressiva in mezzo agli altri lasciando sempre che ogni tipo di gioia o di riflessione esistenziale raggiungesse chi la desiderava senza intermediari fini ad impedirlo... (e mi rimangono care per sempre le volte che ho potuto lasciare sulla tovaglietta di un bar dei “disegni” per una cameriera la qual, io come lei compagno nell'onore del lavoro, lì cercavo ristoro per quella pausa pranzo necessaria). 

 

LAVORI IN CORSO – Di seguito – il contorno che segue alla biografia che scrissi prima di questa sopra.

Poiché sovente non troviamo la fonte del brano di Ligeti (ed è pur sempre di forte aiuto ispirativo questo concerto di Handel) inseriamo qui un breviario al link del blog – altresì un video nella quale bellezza ed armonia riconosco da una parte i severi insegnamenti di mio nonno Mario Mesini, dall'altra la sola ragione della mia vita :)

Lascio per adesso ai bambini e alle donne (e agli uomini che pregherei: primo, vedere crescer dei bambini e, secondo, veder sorridere, felici, le donne più spesso) la mia G.A.D.I.R.U. (Grande Archivio di Disegni Inseriti nella Rete per l'Umanità), il primo video di scuola di disegno (che ha ormai superato le 100 mila visualizzazioni, almeno l'istinto par che sia stato buono...) per capire come le cose nascono semplicemente mettendo delle linee e delle forme le une vicino a le altre semplicemente ragionandoci logicamente sopra, e infine il metodo un pò diverso ma sempre uguale per spiegare stessa la sostanza (l'amore, nel mio caso specifico - ndr. la partita iva nel frontespizio non esiste più :) Rispettando le cose per la loro dimensione propria, per adesso non ho fatto molto di più :)

 

LINK E RIFERIMENTO ALLA MIA ULTIMA MUSA ISPIRATRICE terrena

Rimettiamo inoltre in ordine alcune pubblicazioni: esempio di impaginazione con progetto partendo da zero per una rivista scolasticainvenzione a braccio di testo e disegno dedicata al Ristorante Sebastiano e Stefania in quel di Felizzano (AL) (Stefania è stata la mia ultima Musa Ispiratrice, se ne volete sapere di più e capire ancor di meno: almeno il pasto o la Cena Vi lasceranno l'animo sereno, infatti solo prodotti fatti in casa e seguiti nella filiera del territorio dell'unesco, Vini inclusi) all'uscita autostrada Torino-Piacenza-Brescia ergo una pubblicazione enogastronomica afferente a un loro progetto sul territorio (prima di aprire, sposi novelli, questo piccolo gioiellino di ristorante, inoltre timbrato Gambero Rosso...) – studio di impaginazione per modellare i disegni di Lilliana Comes ai testi di Giuseppe Gilulio per una novella operazione editoriale poi curata dall'editore che si è premunito nell'impresa, cfr. per info Lilliana Comes.

Ancora una curatela grafica (a titolo gratuito) per una collettiva che ho presenziato durante il periodo di realizzazione, come oratore informatore ed elucubratore culturalecuratele grafiche per Anna Maria Scocozza ergo fantasie per photoshop fra fotomontaggi e script testuali dei suoi lavori – e per giuocare sulla nostra deformazione professionale sul merito alcune piccole raccolte di elucubrazioni in pagina per imago.

OPERA IN 4 VOLUMI SOLO VIRTUALE dedicata all'amore nel confino fra la gioia e lo sconforto, ergo opera di disegno adattato al testo, volumi UNO, due, tre e quattro.

OPERA ILLUSTRATA da Muriel Mesini curata appositamente per la Cassa di Risparmio di Asti  – e qui piccolo cammeo poetico per disegno esistenziale muliebre.

Il mio manuale pratico di disegno a mano libera – il mio adattamento disegnato et scripto votato al rinnovamento della figura di Mamma Margherita madre di Don Boscoprimo arcaico booklet di disegni vettoriali, ergo il preludio della pupazzo design e del figurativo ellittico – book di disegni gaiibook di disegni esistenzialiesecuzione partendo da zero di un book per la parrocchiale del paese ove sono attualmente residente (in corso di lavorazione l'edizione 2017), incluso tutto l'apparato fotografico, a sostituzione dei 4 fogli dattiloscritti che solitamente venivano fotocopiati su carta colorata e distribuiti ai turisti, qui in agile confezione a punto metallico – studio grafico, fotocomposizione e curatela fino alla consegna del lavoro prodotto e finito di questa pubblicazione di programma scolastico (clicca sul bilancio di missione per le ultime edizioni) – realizzazione di pubblicazioni di arte sacra e memoria sul territorio astigiano con interni in pantone sephia e resa grafica e di produzione di un lavoro sulla promozione di Nizza Monferrato, paese a cui sono ovviamente attualmente circoscritto.

 

Luca Paolo Maria Mesini – La STORIA

Mia madre è nata in una caserma a “Bousson di Cesana Torinese” in alta valle di Susa, durante la guerra. Ciononostante, quindi, anche amandosi, o forse dovrei dire soprattutto amandosi, i miei nonni da parte di mia madre reagivano alla guerra – come sappiamo essere nella natura umana.

Di fronte agli orrori, si cerca un'altra cosa.

Mio padre la conobbe poco più che bambina nel collegio degli orfani di guerra di Ulzio (o Sauze d'Oulx) dove appunto nacque, a Bousson di Cesana (oggi detta Cesana Torinese). Nonno era infatti morto in guerra. La madre sopravvisse, con altre due figlie, e lavorò come crocerossina per poi diventare aiutante in collegio (alcune fotografie originali ed eccezionali di quel periodo le trovate al fondo di questo articolo) risiedendo in frazione Zamazà, un posto ripido dove d'inverno, allargando la gonna, giù per terra, con le bambine in braccio si scendeva fino al paese a mò di slitta. Fin quando poi, finita la guerra – come ancora oggi succede (finiti gli studi, per quei che nascono in una terra di frontiera), andarono a vivere a Torino (quindi in “città”). Grazie al diploma trovò un lavoro come sartina presso la “Merveilleuse” (inseriamo nella galleria a fondo dell'articolo uno speciale libro commemorativo di Armando Testa per l'Anniversario della Ditta di Moda e Cucito che Le fu donato nel periodo in cui lavorò lì)… ancora oggi è possibile trovare un prezioso, nobile e raro catalogo di quella “casa di moda” torinese… come ci hanno insegnato nelle “fiction”, all'orario di chiusura, i portici di Torino si riempivano di un grémito di ragazzi, sotto ai portici… erano tutti i fidanzati o contendenti delle sartine. L'amore dei miei, però, arrivava dai monti, dove mio padre, avendo patito fame e stenti durante la prima infanzia (sotto i bombardamenti a Torino, per ben due volte si trovò semi-intrappolato nelle cantine bunker antiaeree), era portato dai genitori (finalmente nel dopoguerra) proprio a Bardonecchia, per via dell'aria e l'altitudine “ricostituente”… di pulito trovò io credo soprattutto la sua ragazza.

Altri tempi? No, non credo – oggi è uguale, cambiano solo gli anni e il mondo intorno (forse manco tanto nella sostanza). Ma l'amore e il colpo di fulmina è elemento universale, eterno, umano.

Come era d'uso e costume negli anni sessanta, par che l'uomo fosse deputato a bastare per garantire sostentamento alla conduzione del nucleo famigliare, in senso economico, e fu così che nato il primo figlio, cioè io – sia la Merveilleuse che il resto della famiglia, credettero fossero (per la ditta, per il bene dell'azienda, e per la famiglia, per il bene dei figli) che Essa (Aurelia) si dedicasse all'economia domestica, e quindi, rinunziando al lavoro, iniziò a dedicarsi alla casa mentre mio padre, novello disegnatore presso il Centro Studi dello CSELT di Torino, fra esperimenti laser, olografie, voci sintetiche e disegni di circuiti, provvedeva al fabbisogno familiare. Non essendo mai stato in analisi, non so se da ciò mi derivi l'amore per la fantascienza...

 

RITRATTO DI MIA MADRE, una serie dell'eccellente lavoro con Pennino Brandauer

Nel link sopra riportato esempio di un ritratto eseguito da mio padre: a china. Gaglioffa fu la formazione di mio padre però, prima al conservatorio di Torino e poi al Liceo artistico, procurargli, nel tempo residuo, la passione per la pittura a Olio, cionondimeno altre due tecniche che gli valsero, probabilmente più fortuna: il ritratto a China (con pennini Brandauer su cartoni Schoeller, credo ormai oggi quasi irreperibili – e china vegetale cinese, ovvero una stecca poliedrica che deposta su un calamaio a scendere si scioglie, poggiando una delle sue sommità, nell'acqua distillata raccolta dal calamaio… producendo un nero di china ovviamente invidiabile e resistente che va usato a consumo, perché marcisce; con la stecca cinese si usa quel solo timbro di nero e le varianti di chiaro e scuro si ottengono solo con la “finezza” del tratto, essa ha pertanto una morbidezza di tono che con la china normale non si può ottenere) e l'incisione su lastra d'argento, a mano, con vari tipi di Bulino e raffinate tecniche artigiane per la preparazione delle sottilissime lastre d'argento che, essendo carate 800/1000, conferiscono alla materia la giusta sostanza per essere incisa e per quanto dire, “modellata“.

Fu così che visto il successo delle sue sortite artistiche, decise infine, coincidenziali altri fatti familiari (non molto felici: a esempio un incidente in auto in solitaria che gli procurò non lievi danni alla mano) per la carriera artigiana, in un certo senso proseguendo ciò che già fu l'avvio al mondo del lavoro del nonno Mario, suo padre. Mario Mesini, infatti, nacque a Formigine. Avviato a carriera militare, ei preferì di fatto e testardamente gli studi ceramici e si diplomò all'Accademia d'Arte di Modena come Maestro ceramista. Anche nel suo caso, come nel caso dei genitori di mia madre, maledetta fu la guerra che gli fece girare mezza Italia sopravvivendo per miracolo anche all'esplosione di una Santa Barbara nei pressi di un porto vicino Napoli, per poi trovarsi – a questo punto vedi poi le coincidenze… – nel reparto della Guardia di Frontiera sulle alpi di Bardonecchia, Oulx e dintorni. Sopravvissuto al conflitto fu per quella ragione che poi, già durante la guerra e poi dopo trovarono sistemazione a Torino e mio padre venne sovente a Ulzio, ove conobbe mia madre

ANNI '50 TORINO – Nonno Mario sapeva che Torino era il miglior polo della ceramica in quegli anni e infatti i suoi primi impieghi furono come “modellista” e “formatore” presso i Forni Ceramici che diedero avvio, negli anni Cinquanta, al rinomato periodo della Ceramica Eccentrica (di cui ci sono in letteratura discreti cataloghi che ne rinverdiscono i fasti). Tempo fa una storica portoghese mi ha proprio contattato per avere qualche informazione, poiché il feedback di quei lavori torinesi ispirarono forni in tutta Europa (nonché, il quel del Portogallo, a memoria, se non sbaglio, il forno Alleluja).

Lavorò quindi per Camisassa, Lenci, ViBi (acronimo di Giuseppe Vallini e Brunetti Mario, decoratore con il quale nonno fondò il forno Ariele) e Lusso e fu collega e compagno di tanti altri artisti di quel periodo che operavano in quei dintorni, fra cui Mastroianni scultore, Ponti non so se conociuto di persona, e Ronzan padre, fondando con Brunetti, genio del colore, il forno Ariele. Ma gli stenti e magri guadagni del dopoguerra non gli rendevano la vita facile, con tre figli a carico, ergo, saputo di un concorso per la ventura nascita del coro della RAI, avendo studiato musica e con bella voce tenorile, si preparò all'evento e in 6 mesi, prese lezioni da una soprano, partecipò e fu preso in consegna da mamma RAI (qui in una registrazione con Celibidache che, dai racconti del nonno, si evince che dirigeva battendo le semibiscrome, ovvero la massima divisione della minima per le quali significa vibrare con quasi impercettibile sensibilità la bacchetta del Direttore d'Orchestra come fu per Furtwangler). Da quel momento, possiamo dire che la vita della famiglia Mesini (da parte di mio padre) cambiò e divenne, possiamo dire, regolare.

Non per altro, primo nuovo discendente della dinastia – nessuno mi incoraggiò mai a diventare artista, giammai!

Solo in tempi recenti e fuori dal gioco di pressioni operaie, mi fu più chiara l'eredità che ho ricevuto in dote, infatti... né avendo frequentato ambienti artistici: ho il difetto o l'ego di farmene un vanto, anzi.

Altri tempi, per nonno Mario (che qualche anno prima, finita la guerra, andava fuori per i campi a far qualsiasi lavoretto che gli valesse portare in casa qualche patata, cavolo o verdure) l'affitto della nuova casa corrispondeva all'acquisto di una casa (ovvero l'alloggio della RAI) e lo stipendio equivaleva a una pensione, in tarda età, sufficiente a mantenersi. I medici della mutua erano ordinari negli ospedali e non esisteva quella di cui oggi possiamo definire deficienza e pressapochismo sociale o carenza di responsabilità civile, anzi.

Per altro, seguendo mia madre a qualche anno – non vorrei generalizzare o far di tutta l'erba un fascio poiché noi – senza assistenza sanitaria pubblica: l'avremo già sicuramente persa, perquanto tutta la tregenda sia invece accaduta a causa del pressapochismo di cui sopra.

Un ELOGIO eterno va soprattutto a tutti i gruppi del 118 che sono un vanto della nostra civiltà. E umanità italiana.

Io sono nato in una famiglia normale: mia madre lavorava presso la Merveilleuse e mio padre allo CSELT di Torino. Sarei stato un'altro uomo se di lì a poco mia madre non si fosse licenziata dalla ditta e mio padre pure, scegliendo la vita artigiana. E forse non sarei qui a scrivere.
Ma è andata diversamente. Mio padre si è preso e tuttora si prende tanti “bravo“ e “bravissimo”, come me in fondo, ho ereditato la stessa fortuna, che haimé – nel mio caso personale, non basta per vivere.

Ed è veramente l'ultima cosa che un uomo adulto, che disegna, secondo me vuole sentirsi dire.

Nasco a Torino, ma brevemente mi ritrovo a Buttigliera Alta, un paese prima della Valle di Susa che confinerà poi con le suddette Ulzio e Bardonecchia. Da lì fino alla maturità, il lavoro autonomo di mio padre ci porterà a vivere fin verso le falde del Kilimangiaro (che in gergo, per i valsusini, equivale al Rocciamelone). Per me, formalmente parlando, è stato magnifico crescere fra boschi ruscelli e fiumi, alle pendici, sovente conquistate, delle Vette e delle Cime della Valle che amo di più al mondo (almeno fin dal periodo in cui è stata, invece conquistata da facinorosi figli di papà della NOTAV, che sovvenzionati dalle visacard dei genitori, a parte aver distrutto il già misero distretto turistico che c'era, han ben scelto dove migrare le loro infanti proteste piuttosto che aderendo, invece, a ben più impegnative e logiche battaglie per Survival International, ma lasciamo perdere…) – questa sarebbe un'altra storia che fra l'altro manco conosco.

La Valle di Susa è un polmone salvifico e naturale, pieno di risorse e bellezza. Per il corpo, l'anima e lo spirito.

La vita nei boschi coincise con la mia formazione scolastica, prima sul territorio e poi, per ragioni familiari, in collegio al Colle don Bosco, in provincia di Torino ma anche a due passi dall'astigiano. Devo dire che l'esperienza dai salesiani è stata per me come l'acqua che forgia il freddo stelo della lama battuta dal fabbro e se per un verso mi ha preposto alle severe nozioni che poi hanno concretato l'origine della qualità del mio lavoro come grafico, dall'altro ha ulteriormente irrobustito il mio carattere diventando quello spazzaneve che oggi sono, paladino delle umane genti e sostenitore del buon senso, l'equilibrio e la civiltà. In un certo senso, il collegio ha marcato quei recettori maschili che mentre in mio padre erano di natura diplomatica, lì sono stati come dovrebbero essere alla sorte di un figlio: ordine e comando.

Una prometea promessa di etica, vigore e professione deontologiamente corretta… per la quale tutti gli ex allievi del Colle sono assegni in bianco nelle ditte nel mondo (quando non imprenditori) sulle quali sovente ci si scontra con la moderna società del vizio, temo a rigor di logica, vista l'acqua che ormai è passata sotto ai ponti di queste erte colonne doriche.

Fin da tenera età, l'ereditata sensibilità artistica non avrebbe, se nonché potuto affinarsi con il carisma del mondo al femminile, ergo di fatto, fra innamoramenti e amicizie, ho sempre preferito quel mondo a quello combattente maschile, troppo grezzo e poco incline all'approfondimento esistenziale per appassionarmi sul rigo di quelle che sono poi state (e venute sorgive) le mie equipollenti virtù creative.

Crescendo, quindi, non posso fare altro se non nominare il nome di tutte le donne che ricordo e che hanno disegnato la mia vita e credo anche tutto ciò che è nascosto in questa “mano”; come per altri non dissimili grati versi ha fatto Battiato enucleando il nome dei musicisti che sommi lo hanno preceduto. Io non le nomino, perché queste, se leggessero questa biografia e non trovassero il loro, ci rimarrebbero male (fa parte della natura femminile), mentre invece dentro io le conservo tutti senza dimenticarne alcuna.

Sono molte ma sono anche una persona sola. Uno stagista tempo fa mi chiese cosa rappresentava questa “pupazzetta” nel mio odierno biglietto da visita... dato che sovente, nei disegni, la si riconosceva dappertutto. Un pittore tempo fa disse che si dipinge sempre ciò che si ama...

Fondamentale fu il periodo del servizio militare di leva obbligatorio (per gettare dentro la mia vita tutto il peggio che ivi in essa non era ancora passato e farmi quindi luce sulla verità che si nasconde dietro alle frottole di mercato) ... infine il mio lavoro a Torino in una ditta che preintuì l'importanza del Macintosh, come rivoluzione, acquistando quel che fu detto il secondo Mac Plus 45 della piazza nella capitale sabauda. Da lì a venire (ergo dai miei 24 ai 40 anni) fu la mia formazione professionale, come centro Desk Top Publishing (il famoso DTP) per Case Editrici e Tipolitografie o altri Server di stampa e prepress.

Dal momento in cui presi in mano la mia vita potendola condurre autonomamente (quindi dall'età di 24 anni) proseguii distante dalla mia famiglia, lavorando nella mia veste tecnico-operaia presso quella ditta grafica e investendo tutto il mio tempo libero presso le fanciulle che mi attiravano e che sovente predicavano in me l'attività artistica e creativa, al punto da farmi andare ogni fine settimana per i boschi e rinverdire quei precetti che furono della mia formazione emotiva là dove poi imparai a disegnar fanciulle e fotografarle disponendole nel verde.

In questi anni la passione per il disegno ha preso in me forma a figura.

L'eccellenza artigiana di mio padre e mio nonno non mi ha mai permesso d'essere troppo licenzioso con il mondo dell'arte a me contemporaneo, che ho sempre e unicamente ridotto nelle “fòle” (come as dìs en piemontèis) di singoli individui chi nella loro propria edotta virtù di ivi poter credere in cose che loro solo credono e al limite unendoci amici o parenti, ergo per me l'Arte è quella che si respira là dove la “scienza” (ergo la competenza) è innegabile, soprattutto la conoscenza e l'approfondimento.

Questo per mettere una barriera soggettiva fra i pasticci e i neo-artisti che covano le uova o si chiudono dentro delle protopietre, e quei che sanno fare una fusione a cera persa sul dettato di un ritratto o una esegenesi contemporanea che porta l'anatomia a tradursi nelle forme di Calder.

Argomento questo che ho potuto trattare con più lucidità qui (Arte o Spazzatura – su equilibriarte).

Niente di ciò che si defina “astratto” lo è se non è in grado di far luce su ciò che si porta dietro – e se son futili, inutili o “pasticci” le sensazioni che rileviamo da una qual “cosa” ergo sappiamo su qual tipo di natura questa è stata edificata.

Dal niente o dal tutto, non volendo esagerare... dal qualcosa. Che non è mai: niente. Ed EGO o convinzione puramente individuale, è di solito pari a: niente.

La mia formazione operaia mi ha tenuto distante da ogni altro preludio a sopravvivere (e questo ha mantenuto alto il valore del disegno non essendo mai edotto e ridotto al significato di disporsi al compromesso per vendersi) ed anzi è forse stato proprio questo mezzano concetto (doversi rassegnare alla sopravvivenza di una vita operaia che in verità, vista lena e passione non è mai stata percepita come una rassegnazione...) ad aver confinato tutte le altre mie virtù (artistiche) in semplici e umane doti di relazione.

La società moderna, che proto-devia i valori giurando fedeltà su testi che di fatto impiega solo per snaturare le virtù, induce e inculca il sentimento popolare che ogni cosa ha senso soltanto se “vale” in termini monetari e quindi tutto ciò che si fa senza un afferente suo equipollente in denaro: non ha senso ed è inutile continuare a produrlo. Ne abbiamo conferma là dove ogni giorno vediamo gente investita di beni immobili e materiali.

Per questo probabilmente passo sempre più tempo senza disegnare. Il convincimento e la condizione di massa mi condiziona, sono eppure un animale sociale, debbo sapermi adeguare...

Da una parte mi pare di aver detto ciò che di nuovo era necessario dire (quindi posso anche non disegnare più, visto che ogni volta che lo faccio, posso solo andare oltre ciò che ho già raggiunto così scoprendolo, ormai viene naturale...), dall'altra mi pare logico che farlo non serva proprio più a niente. La generosità è una dote naturale, per un artista – ma a furia di confinarla nelle presunte aspettative di questa società moderna, è abbastanza naturale passarla per scemenza e le cose sceme credo siano le più inutili. Ciononostante rimanga ovviamente convinto che disegnare sia la cosa meno scema che ho fatto nella vita, dovrei averne un ritorno di logica anche su tessuto social-relazionale sul quale mi compete invece ogni giorno, sempre più furbizia e approfittamento: ottenere le cose che servono per vivere solo se siamo furbi, insomma... di questo ho proprio parlato nel mio ultimo articolo (i problemi della politica).

Oggi sono a stretto contatto con ciò che significa aver vissuto in Italia. E mi rendo conto che farlo non è servito a nulla. Fuori da certe perversioni, vivere in Italia porta solo all'isolamento e alla solitudine. Credo che sul merito avrete abbondanti riferimenti critici e letterari :)

Fatevene una ragione... ciò detto è bene non dimenticare l'antitesi a questa condizione, proprio presente nella introduzione dell'articolo linkato sulla politica di cui sopra.

Perché l'uomo è un ossimoro. Non trova un equilibrio al vivere in un altro modo che non competa due cose diverse insieme.

Biografia con link divulgativi di universale interesse.

Sopra tutto e ogni cosa: la Musica Creativa. Ritengo che la musica sia la madre di tutte le arti (non sono il solo a ritenerlo, mi consola sempre non sentirmi in un contesto di isolamento o solitudine visto che mio malgrado, da artista – la solitudine devo viverla). Questa per me è Arte, ovvero saper mettere in una sola espressione tutti gli affetti e gli stili (sacro e profano, classico e contemporaneo, ma accessibili a quei che sono gli stilemi ricettivi degli uomini - odio la musica che si dimentica che abbiamo due orecchie e un cuore, amo quella, invece, che modernamente sa unire, come in questo caso: lettura sacra frammista alla musica industriale, sentimento profano popolare e tribale alla danza semplice e rituale - classicità, modernità) - noi esseri umani siamo troppe cose per “diminuirci“ in luoghi comuni troppo stretti per la nostra fantàsica. E siamo inoltre sempre due cose opposte… insieme.

VIDEO IN CORRELAZIONE MUSICALE

Ecco alcuni agili video che possono darvi in un'immagine il sentore della mia verve creativa a braccio (Inno alla Gioia, raccolta in musica e in disegni della GIOIA) & (Inno alla malinconia nel retaggio di alcuni disegni a fronte di questo participio esistenziale dell'amore) (Inno alla gioia floreale danzesca e pazzereccia, con smalti di adesione alla gioia in disegni che la squillano con lieta gaude) e ancora un INNO ALL'AMORE con profilo di diffusione con le nuvole e tentativo di corrispondere al linguaggio una narrazione poetica.

E infine: INNO AL DOLORE.

«Povere creature, tutte sole in verità...». Anche quando sorridono.

 

VIDEO AMATORIALE SULLA SPIEGAZIONE DEL FIGURATIVO ELLITTICO

Spiegazione del “Figurativo ellittico”.

Il 23 giugno 2014 apre la mia pagina ufficiale “pubblica”, ergo accessibile anche senza iscrizione, su facebook (mhhh... non sappiamo se sia così: semplicemente, non bisogna chiedere l'amicizia per vederla ma solo mettere mi piace se vi interessano gli aggiornamenti).

Prendendo a prestito la moda delle sigle abbreviative, nasce la GADIRU (Grande Archivio di Disegni Inseriti nella Rete per l'Umanità) che raccoglie (in modo unitario e facilmente consultabile) le gallerie “La parte finale della vita della farfalla” e “Non riuscire a stare manco più sulla propria croce” più altri disegni presenti su equilibriarte.

Alcuni disegni del nuovo corso al tempo presente.

Dagli arbori ad oggi una raccolta di disegni vettoriali, da cui il principio della Pupazzo Design poi diventata Figurativo Ellittico

In breve riassumendo possiamo dire che sono un grafico, acculturato al mestiere tramite i salesiani del Colle don Bosco, dal 1988 al 2006 operativo in un centro DTP, come assegno in bianco per Centro Scientifico Editore, EDT e Allemandi (e altri editori del capoluogo piemontese). Nasco a Torino, eredito la vis-creativa da mio padre e dal nonno. Dal 2006 circa al 2012 sperimento l'attività in proprio e oggi sono operativo come grafico freelance su CS6 e piattaforma mac è sempre ovviamente attivo come disegnatore.

Adattamenti di stile versus la produzione del ciclo operativo della pupazzo design con alcune illustrazioni per la scolastica (De Agostini).

Più inciso sul versante dell'illustrazione è il lavoro e la vis creativa ereditato da mia sorella Muriel visionabile qui e qui con finalità di produzione per la CRA. Attualmente ci sono sue tavole alle mostre itineranti di Sàrmede e delle serigrafie tratte da tavole originali dedicate ai mesi dell'anno, in vendita presso alcune Gallerie d'Arte presenti in tutta Italia, nonché, talvolta, illustrazioni su alcune pubblicazioni (ultima in ordine di tempo - siamo ad aprile del 2014 con questo aggiornamento, ne la nuova edizione 2014 de Il quaderno dei sogni, speciale pubblicazione tenuta in barrique sotto alla luce delle stelle per una notte intera prima di essere messa in vendita).

 

incipit – LA PROFESSIONE GRAFICA

Iniziata nel 1988 è maturata attorno ai Macintosh e ai software che pian piano hanno sostituito tutti i profili di impaginazione e cromia tradizionali (dai sistemi cfr. Gallo Pomi e le strisciate su carta fotografica poi assemblate con cera a caldo, alle pellicole e ai lavori dei fotolitisti e scanner a tubo Scitex nella meccanica della quadricromia tradizionale), ergo producendosi in quei che con gli anni sono stati poi sostituiti e essemblati procedimenti di una nuova era di produzione con strumenti diversi (cioè programmi per interagire cin dita occhi e testa e non criptati nelle schede per creare un movimento macchina) in quella che, attualmente, possiamo definire la software house di riferimento per tutto il mondo per la produzione creativa per testo e immagine: ovvero la Adobe Corporation e la sua Creative Suite (e i vari altri protocolli in parallelo con i sistemi CC, Creative Cloud).

Come professionista non sono un promulgatore delle conferenze a tempo perso; in produzione, ciò che si deve fare, velocemente e bene, è ridotto in una manciata di operazioni che sono sempre le stesse e nel tempo sono state perfezionate in potenza e velocità.

In AZIENDA c'è un solo elemento da evitare con ogni forza: il fermo macchina (sopratutto là dove inseriti in un sistema a ciclo continuo).

Attualmente il profilo della CS6 Design credo sia il migliore e ancora sarà operativo per i prossimi anni come lo è, inoltre, ogni filosofia produttiva a cielo aperto (realizzando file in grado di essere aperti e interagiti da chiunque e in ogni istante).

Questo permette a un grafico di lavorare su un file il tempo necessario che ci vuole per farlo bene – per poi spedirlo (magari con questo sistema) alla Tipolitografia dove altri grafici complementari, usando gli stessi mezzi, se il lavoro di partenza è fatto bene, potranno ivi saper interagire a buon fine per terminare stampa, confezione e chiudere così il ciclo della produzione del prodotto editoriale a stampa.

Macchine che mi fregio di consigliare vivamente a chiunque, per quanto riguarda la flessibilità del mondo moderno (ergo avere strumenti flessibili, portatili e facilmente operativi vicino a qualsiasi tipo di presa di corrente elettrica e con hardware di lunga durata e costruiti con il massimo della cura possibile) sono i MacBook Pro.

Ne abbiamo diffusamente parlato in passato (questi sono costi che si riferiscono alla nostra macchina, ormai – rispetto ai modelli e i costi del 2012-2013, siamo già a una nuova generazione, che abbiamo velocemente riesaminato qua).

Naturalmente sono “costosi” ma si riferiscono a titolo di professionisti che in teoria dovrebbero riuscire a compensare la spesa con una commessa. Fin quando saranno i commercio i tradizionali muli con masterizzatore (tranquilli: or che stiamo trasferendo questa biografia a mò di articolo e biografia romanzata, non esistono già più, infatti il più vecchio mac Ve lo dimostra guardando la galleria, lateralmente non ci sono più spazi per inserire i CD – dovete comprare il lettore a parte... se Vi serve, ovvio), starà a Voi decidere per questi o per quelli con lo schermo Retina e quindi con necessità di masterizzatore esterno (da acquistare a parte). Il supporto DVD e la richiesta di archiviazione su quel supporto è ancora molto diffusa e lo sarà ancora per anni.

I moderni processori i5 e i7 comportano una flessibilità in fase di produzione già estremamente flessibile con il modello di partenza (i5 con 4 giga di RAM e 500 di HD meccanico tradizionale), i quali – se operativi su CS6, vi daranno una velocità di esecuzione mai vista precedentemente: esattamente quello che è richiesto in un'azienda con reparto di pre-press (quindi di necessaria generazione di PDF per PRESS per CTP). Ovvio, che se potendo decidere per ogni altro orpello, la velocità aumenterà diventando così semplicemente impressionante.

Oggi (parliamo aggiornando il testo scritto a marzo 2017) ci sono soltanto più dischi a unità solida, i quali già di per se stessi per questa loro caratteristica (sono dei chip e non più un disco che gira con un cripto pennino laser) decuplicano la velocità classica di un computer con HD meccanico laser... certo: la memoria però è sempre quella, e non scendete mai sotto i 500 gigabyte. Se avete necessità di lavorare seriamente.

Ciò che Vi può dare una velocità a misura di palpebra è proprio il disco solido. Non per niente costa da solo quanto il computer (visto che un solido da 512 GIGA costa circa 650 euro – PS vedete gli aggiornamenti a marzo 2017, i costi si sono abbassati...). In termini di qualità e benessere, tutto ciò che migliora lo stile di vita ha un costo elevato, vieppiù se quel valore è effettivamente inconfutabile nel tempo... tenendo presente che è una tecnologia nuova e quindi in fase di rodaggio, valutando quanto è veloce un tradizionale MacBook pro... potete farne a meno :) Non però se Apple (come ha deciso) non ne fa più a meno :)

Strumenti a portata di mano, per ogni grafico che abbia bisogno di saper gestire velocemente qualsiasi prodotto editoriale a stampa, sono la CS6, che ovviamente consiglio originale per poterne avere licenza per sempre.

Avendola originale risparmierete quando vorrete utilizzarla in licenza mensile usando le ultime versioni in rete... quando la vostre versione diventerà obsoleta (forse fra 20 anni?)... edotta la qualità: prevedibile fra 30 anni.

Probabilmente con lo stesso pacchetto software sarete in grado di risolvere problemi ancora fra più di 10 anni (infatti di sicuro) e valutando che ancora oggi c'è gente (come io stesso potrei fare) che lavora con software del 2001... stiamo parlando di macchine indistruttibili e fatte apposta per governare il mondo della grafica (non so se avete mai provato a collegare una tastiera del 1999 a un macbook pro, funziona perfettamente, quindi a parte, ovvio, la velocità dei processori, che da poche centinaia di Mhz è passata a quei che oggi sono i necessari e disponibili 2700 fino a 3200...), tutto ciò che è pane per l'antenata CS2 lo è anche per la CS6, addirittura sulla CS6 tutto può sembrare anche più complesso e naturalmente in pochi secondi si arriva a gestire file che superano i cento mega (cose che in passato era possibilmente vietato ardire) come se fossero poche migliaia di byte.

In-Design, illustrator e photoshop sono le tre cartine di tornasole che con il loro nativo minimo comune denominatore Acrobat, permettono di far nascere da un foglio bianco perfetti file in formato .pdf – tutto ciò che occorre, e per il web in .jpeg o .gif quello necessita traslare per la rete.

Se unitamente a questo avete anche memoria di quando componevate libri di storia usando caratteri mobili in lega eutettica (piombo, antimonio e stagno) come dai più moderni e finali profili di Johannes Gutenberg... bhè: avete un lavoro in mano che ha fatto la storia, ergo può anche prevederne i fasti :) E i nuovi gesti.

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