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Pubblicato da
Luca Mesini
il 06 febbraio 2017

John Wetton e la linea rossa

Nel campo della musica per artisti è evidente che il luogo comune sia la ricerca, il nuovo approccio, la diversità e l'assioma che porta le cose complesse a definirsi semplici, o a sapersi trasformare, in ragione di un processo di sintesi, nell'attuazione di un una lirica che si porta appresso, la complessità – ma svelando forme vive e pregne di un tormentato processo dal quale mantiene il bagaglio, eppure modificando le forme. In linea di massima: “cercare nuove soluzioni” si presta come nelle varie espressioni, là dove la musica è per antonomasia destinata al laboratorio naturale dove si modella e proluce il magma sulle quali poi sostanze, dicesi soddisfano gli artisti al loro bisogno prolusivo. Solitamente è così che procede il “marcatore” di un artista... portando avanti con coerenza il suo modello creativo, sapendolo adattare al corso dei tempi, a volte per ragioni esistenziali, sovente per ragioni commerciali – là dove si intende per “commercio” il “veicolo” di due aspetti consimilari: la “domanda” e la “risposta”. John Wetton è stato un musicista che ha navigato queste esperienze, partendo “generazionalmente” da “woodstock” e poi cercando di rimanere in quella che ormai è definita la proto meta morfosi di quel livello di complessità che si sposa alle nuove domande che, se da una parte ne abbassano la struttura e il livello di ricerca, dall'altra cercano di adattarsi a un nuovo modello cognitivo di sintesi: là dove i modelli di misura non sono sempre gli stessi – da molti, forse nostalgicamente, denunciato in negativo, da altri compreso come l'unico delta finale di congiunzione degli affluenti creativi sul quale è possibile rimanere coerenti a un certo “costrutto” modo di “disegnare” la realtà, facendosi in qualche modo portatore di principi che comunque, le nuove generazioni “devono” per forza di cose modificare. Come a dire che “Starless” (dei King Crimson) può essere, per molti versi, non più attuale e... la musica degli Asia, un principio intellegibile di “input” creativo che può portare a “ragionare diversamente”. La diversità, quindi, in tal senso, rimane l'esigenza di partenza finale e di principio, determinante :) Sempre.

aggiornamento: alla domanda a seguire in fondo se ha ancora senso (in verità il senso c'è sempre) ascoltare “Starless” inserito in Red dei King Crimson abbiamo provato a rispondere con la matita – anche se, come sappiamo, non basta mettere su un brano musicale e prendere la matita per disegnarci sopra... per “disegnare”, là dove il disegno pare che chiami l'urgenza d'esprimersi come l'innamoramento, ovvero – mai prima di non averla “vista” (o averlo visto) per la prima volta. Comunque ci abbiamo provato – i disegni sono inseriti nella galleria al fondo dell'articolo (e ad alta risoluzione qui su facebook). Sicuramente, come in ogni brano musicale o opera musicale di un certo livello, ha senso disegnarci sopra... “nel momento giusto”, come ancora oggi Robert Fripp credo ritenga che i King Crimson si riuniscono a suonare quando è il momento giusto per farlo, quando lo chiede l'aria o ciò che è invisibile (al senso di tutte le cose avvertibili e profonde che esistono, chiamiamole anima, spirito, fede o mangetismo, terzo orecchio o cos'altro) – senza determinate previsioni.

Fra riferimenti colti e citazioni, ecco un panorama musicale degno di nota e ricco di emozioni (e, fra le citazioni in parallelo, un ancora per qualche oretta, forse, presente comunque ora e adesso nella rete LINK operativo di “Famous last Words” dei Supertramp, disco integrale con tutti i brani – vista l'ossessiva capacità di quel gruppo di censurare i loro prodotti sulla rete, chi è interessato... corra). John Wetton, recentemente scomparso, ha lasciato memorie che, strutturate in impareggiabile e talentuosi TEAM organici di grandi compositori e strumentisti, è ancora oggi godibile all'ascolto e meritorio di ispirazione per tutti i giovani artisti del 2000. Più che leggendo, possiamo provare ad ascoltare il perché, in questi link freschi di giornata :) Bassista e voce per i King Crimson e poi compositore e fondatore degli ASIA, riunisce a sé tutte le vocazioni che permettono all'Arte di sapersi dare al tempo presente senza inficiare sull'emotività di poter viaggiare, sognare e così sapendosi ispirare: disegnare :) Con la matita o... la tavoletta grafica ;)

La Storia rimane fedele al corso del suo amore per le cose: mantiene un modello di scrittura, sapendo però modificare la scrittura e lo strumento per scrivere. In ogni espressione artistica bisogna saper trovare, dentro, il vecchio modo di scrivere al moderno modo di farlo. Non sempre è possibile: le nostre nozioni generazionali sono in tal senso un impedimento, non per niente gli uomini tendono ad attorniarsi di persone “più giovani” non tanto (se sono onesti) per insegnare qualcosa, ma per capire loro dove si trovano in quel momento, e non rimanere soli a chiederselo.

Troppo velocemente si critica il processo creativo di un uomo che corrisponde il suo tempo nel vizio di forma di un lasso temporale che dura 60 anni. In 60 anni, gli umori e le sostanze cambiano, per quanto ne siamo responsabili, il tempo presente si porta sempre la storia che così lo pretende oggi. Non negando nulla a ciò che ci ha insegnato “l'espressione dei sentimenti tramite i segni” noi rimarremo sempre aderenti alla “forma” fin quando questa può modificarsi... non oltre.

Oltre sarebbe infatti impossibile.

Non per niente, sul fronte della musica moderna (King Crimson, Genesis, Yes e altri supergruppi che arrivano dalla fine degli anni '60 ad oggi) noi ritroviamo comunque e sempre (in chi ancora sopravvive) un'immagine che ritorna. Ritornare alle origini non è poi un caso, come già analizzato, a volte per ragioni commerciali, a volte perché non si è capaci di trovare un'altra forma, ma nella più criticata eppure la sola migliore delle ipotesi: per continuare a scrivere in quelle che sono le nuove modalità della scrittura.

Chi ha avuto una grande voce, invecchia con quella voce come chi è stato un campione (fisicamente parlando) dovrà adattarsi alla vecchiaia, al tono muscolare e cerebrale che sta invecchiando, senza poter dare niente di nuovo che non sia nel suo limite di adattamento creativo.

Parlando del nostro personaggio, John Wetton si è sposato al suo tempo potendo dare, in ogni periodo della sua storia, il suo contributo senza negarsi a quella che era la sua forma estetica per farlo: così ha potuto dare, a varie generazioni di appassionati e artisti, cose che sono state utili al tempo in cui questi si sono formati.

I bambini (e gli adolescenti) che hanno maturato la loro coscienza esistenziale, artistica e creativa con questo (Starless dei King Crimson, Red dei King Crimson, Lark's Tongues in aspic sempre dei King Crimson, per citarne alcuni) – pure noi ci abbiamo scritto sopra in tempi non sospetti, non sono diversi dai bambini e gli adolescenti che hanno sognato sopra questi preludi più moderni: solo nati semplicemente 10, 20, 30 anni dopo.

Fino a 60 anni dopo :) (cfr. Gravitas, ultimo album degli ASIA con Wetton)

Come si sente la “struttura” che “solidizza” l'apparato compositivo è sempre ingenerato su uno stuolo di chitarre Rock di sani principi “progressive” eppure con la struttura melodica di un tempo presente che si porta dietro pure i trascorsi che passano da “Hair” a “Flashdance”: i sogni di questi artisti ragazzi che si trovano il “modello” dinnanzi non cambiano.

Cambia forse solo la musica, ma non il suo potere artistico :) Ed emotivamente esorcizzatore.

RICERCHE E CAMEI

John Wetton naturalmente sviluppa i suoi primi interessi per la musica inserendosi naturalmente nel tessuto che gli era contemporaneo (come appunto farebbe oggi qualsiasi ragazzo indirizzato verso “applicazioni” e interessi di questo tipo).

Questo periodo si concretizza nella tipica e squisita qualità creativa del modello progressive dei Mogul Trash (omonimo del 1971), dove le complesse composizioni (eppure anche qui in molti casi votate a una sintesi di intellegibilità) si snodano su tappeti virtuosistici dove ogni strumento, assolo e arrangiamento, è da Big Band (cioè di grande virtuosismo, sensibilità, quindi “sicurezza” e tecnica). Da tenere in considerazione, anche come splendido esempio di composizione per fiati, là dove un tempo abbiamo parlato di un gruppo che “eccelse” in quel tipo di arrangiamenti, cioè i Blood Sweat & Tears.

Continuando la sua esperienza con i FAMILY (che in FEARLESS disegnano un tappeto sonoro degno di una composizione teatrale)... eccolo infine approdare nella formazione epocale di uno dei più grandi dischi della musica ROCK e ART ROCK di sempre: LARKS Tongues in Aspic (ciò che io credo sia stato l'equivalete per i bambini dei nostri tempi recenti vedere certi film di fantascienza, tipo AVATAR o Matrix, per i bambini della fine degli anni '70 Star Wars o Alien).

Uno shock di bellezza e complessità che diventa musica e armonia come se tessuta in un documentario che filma il paradiso terrestre e in questo l'incursione di un uomo e tutti i suoi sensi percettivi, umorali e naturali.

Questo album è un miracolo, un vero miracolo e vale la pena menzionarlo. Nel link che Vi ho messo sopra se passate al minuto 04'45'' assisterete ad assoli di chitarra che “disegnano” l'Hard Rock o il Rock puro come mai essenza potrebbe sposarsi al sentimento in modo migliore.

La vera Arte riesce a tenere insieme Gioia e Dolore, dolcezza e rabbia, delicatezza e furia – sempre.

La progressione di WETTON – in questo storico contesto, prosegue con l'Album STARLESS AND BIBLE BACK (qui iniziando con The Great Deceiver) (qui nella sintesi di WIKI internazionale, un po' meno sintetica di quella italiana).

Idealmente si chiuderà questo periodo con RED (qui nel brano One More Red Nightmare), potendo così ridurre in Trio la genesi delle opere con i King Crimson, e in Trio proprio l'ultimo disco di questo periodo prima della nuova fase dei King Crimson che verrà alla luce molti anni dopo.

Quella che possiamo così considerare la prima fase di transizione avverrà nel 1978 con gli UK in un tipico “sound” sul quale si aggrappavano tutti i giovani artisti del periodo, là dove, formatisi con le elucubrazioni del progressive, desideravano ancora raggiungere magnifiche vette “ancestrali” potendosi così “cerebralmente drogare“ di ciò che era il loro profilo di identificazione immaginifica (grandi volteggi di assoli strumentali, forte complessità strutturale dei brani per non impedire al cervello di trovarsi sguarnito e annoiato dalla ripetizione monodica di una semplificazione che non era costruita su solide basi).

E' considerato il periodo del rock semplice ma ancora di forte impatto emotivo (che hanno percorso tutti i grandi gruppi Rock di quel periodo, dai Deep Purple, agli Emerson Lake & Palmer, ai Genesis agli Yes, dai Jefferson Airplane ai Jefferson Starship, ai Tangerine Dream ai Kraftwerk etcetera).

Per molti un canto del cigno – per altri il bisogno di aderire al cambiamento con coerenza e continuità creativa. Di fatto: la gente ha continuato a sognare, generazione dopo generazione.

Con questo Ensemble John Wetton suona e canta nel primo (omonimo) e secondo lavoro (danger money). Ottimi esempi Rock dinamici di semplificazione del rock progressivo.

Di qui a venire, si modella l'anticipazione di quella che sarà la svolta più radicale, nel nuovo modello di armonia che centrerà i suoi obiettivi con gli ASIA. Questo periodo fu messo su vinile nel suo primo album puramente solista: Caught in the Crossfire).

Il ritorno al grandissimo successo commerciale e di pubblico avviene con la formula che già fu cara e seppe disegnare ampli consensi negli YES e nei GENESIS – con il nuovo gruppo (o super gruppo visto i partecipanti) degli ASIA.

La “sintesi” o capacità di sintesi emotiva (che nasce dalla complessità) di cui parlavamo nell'occhiello del nostro approfondimento è proprio questa: sapere trasformarsi e trovare il punto di incontro che per modernità non manchi al risultato: cioè l'emozione e la capacità di stimolare, artisticamente, potendo muovere immaginazione e sogni. Tutti i brani del disco seguono questa capacità a delineare il profilo dell'esatto disegno in musica.

La buona riuscita della nuova era si conferma in ALPHA, il secondo lavoro degli ASIA. Così come furono per gli YES “90125” e “BIG GENERATOR” e per i Genesis il trittico “ABACAB” – “GENESIS omonimo” e “Invisible Touch”.

I “Supertramp” fecero qualcosa si simile con “Famous Last Words” (se volete ascoltatelo subito perché ritrovarlo sulla rete fra un giorno o qualche ora sarà credo impossibile, vista la politica del gruppo a non mettere niente sulla rete). Gli Emerson lake & Palmer lo fecero con “Love beach”.

John Wetton quindi continuerà fino ai giorni nostri su questo modello di espressione “visiva”, fra prove soliste e recupero nostalgico di un certo modo di “sentire” l'armonia con quel tessuto che ha formato e contraddistinto tutta la sua produzione in sinergia con “team” di alto spessore tecnico e compositivo, fino al desiderio di “semplificazione” votato alle esigenze dei tempi moderni.

Ci ha lasciati pochi giorni fa, il 31 gennaio a causa di una malattia. Robert Fripp e il batterista Bill Bruford di quel mitico lavoro del 1974 (RED) sono quindi le due parti del trittico che rimane, ma ciò che rimane è poi la musica (anche se prima o poi finisce). Puoi riascoltarla.

Mentre gli uomini, solitamente cambiano. Non è solitamente possibile riascoltarli, senza una mutazione più che mai logica.

Sovente viene “criticata" con un'accezione in negativo, la capacità di passare da un “modello” espressivo a un'altro, solitamente in un percorso che semplifica l'uditorio (rendendolo non sempre correttamente interpretato, come commerciale) – una semplificazione che non basta.

Credo che comunque le Arti debbano non dimenticarsi del percorso che le porta ad essere redistribuite alla capacità di lettura di una fascia di persone sempre molto vasta – ed è questa una dote naturale delle Arti, che non nasce a tavolino, ma come nel caso di Wetton matura e muta di conseguenza. Mettendo a registro la scelta giusta in fase di regia e composizione.

Le fasi giuste: sono poi quelle che si ascoltano e si lasciano vedere meglio.

La comprensione delle cose dovrebbe in teoria essere la formula giusta.

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