Login
Pubblicato da
Luca Mesini
il 13 novembre 2016

12th International ARC Salon

S'aprono gli spalti ai premi del dodicesimo Salone dell'artrenewal.org – ormai patriarca tempio dell'Arte là dove intesa ai principi accademici classici, e di ispirazione ideale su quei che furono i risultati del pittore William Bouguereau. Per riassumere, è il recente risultato di ciò che è definito lo stato dell'Arte Classica Contemporanea (ACC) almeno là dove questa viene interposta al vaglio dei riflettori di questo organo di divulgazione artistica. Sito web con pagina dedicata tutta nuova, nuovo sistema di visualizzazione delle immagini, opere divise in vari settori (dal figurativo al paesaggio alla natura morta passando anche per i temi fantastici) tecniche a olio, a matita e opere scultoree. Più che alla ricerca di un'emozione, se ci affascina il genere possiamo indagare con attenzione – curioso, infine, il rinnovato settore a premi (o comunque riconoscimenti) fra cui, oltre alle menzioni d'onore, per la prima volta anche un'area dedicata ai bambini e ragazzi delle scuole d'Arte.

In copertina, finalista nella sezione “portrait” – Qing Zhang “The girl next door”.

Come possiamo vedere: sito completamente rinnovato (qui l'apertura sul settore dei Premi dedicato all'Arte Figurativa). In particolare, per ogni soggetto nelle slide presentato, potremo “cliccare” con il mouse o con il “tasto destro” per aprire il link su un'altra videata o finestra, per cogliere lo spettro visivo dell'immagine scelta. Con lo “scroll” del mouse ingrandiamo e rimpiccioliamo l'immagine, oppure usando un canonico raggruppamento di comandi in basso a destra, simile ai navigatori di google-maps. Naturalmente: risoluzione grafica permettendo, perché ingrandendo molto, le immagini non sono ad una risoluzione migliore di come le possiamo vedere, più che altro – a dimensione a video... ma qualcosa delle pennellate (e delle “macchie” che nascondono, poi, invece, infine, sulla dimensione reale, vista da lontano, la perfezione...) – qualcosa si intuisce :)

Alla nostra sinistra, come in altri software (a esempio acrobat) c'è la “suite” degli argomenti selezionabili (o così oppure facendo scendere gli argomenti a tendina, partendo dall'alto (contents – awards – category awards).

Ora non rimane che cercare – guardare e farsi un'idea sul merito.

FIGURATIVE (con lo scroll-mouse, cioè la rotella el movimento a scendere, si caricano tutti)

Han Mo (pittore cinese... almeno: crediamo) conferma la regola (che ovviamente riguarda la politica segregazionista del suo Paese), su di Lui (o Lei) non si trova praticamente nulla. Non compare nell'elenco dei pittori cinesi, non compare nei testi di una biografia, compare in modo anonimo solo su “pinterest”, portale più interessato a creare galleria di immagini generiche a tema (e che richiede inoltre registrazione, per questo – rispetto altri format liberi, meno consultato) che dare, invece, informazioni sul merito della loro fonte autorale. Dopo un po' scopriamo giusto questo “Updated on 13 Nov 2016: MO Han (1968) is an artist born in 1968 The oldest artwork ever registered on the website for this artist is a painting sold in 2012, at Shanghai Chongyuan Arts Auction Co. LTD, and the most recent artwork is a painting sold in 2015. Artprice.com's price levels for this artist are based on 10 auction results. Especially: painting” (fonte). In pratica: nulla.

In tutto il figurativo, risaltano i vari stili (e quindi il retaggio atlantico o orientale, là dove non europeo e di chiara derivazione italica) in una sequela di opere che risultano eccellenti sotto il profilo delle idee (la luce che arriva da dietro di Conor Walton) o le ormai consuete, deliziose figure muliebri di scuola cinese, (questa ragazza con il vestito di spalle ha curiosamente ai piedi, bisogna schiarire l'immagine su photoshop per vederlo, due stivaletti alla europea) i particolari delle Ortensie etcetera.

Il drappeggio porpora dell'ormai (credo consueto e conosciuto) Rubén Belloso Adorna, il simbolismo di Lucas Bononi (sul quale potremo interrogarci in eterno se non semplicemente soffermarci sul nudo, il legno e il computer e come sono stati resi a forma e figura), Mary Jane Q Cross che si rifà alle note composizioni di Bouguereau (senza il risultato ma solo riprendendo il format). Et via a procedere, su ogni quadro non potremo altro senonché mettere l'accento sull'anatomia o sulla ipermaniacale ricerca del verismo pittorico (qui alla maniera degli illustratori de “Il signore degli anelli”), interno cucina.

Credo però che a voler cercare, in assoluto, chiunque troverà qualcosa in più (del mero esercizio tecnico) là dove, soprattutto noi Europei e in particolare modo, noi italiani – per via della nostra Storia, cerchiamo sovente nell'emozione che traslata fuori dal contenuto.

Chiamarla emozione, in questo palinsesto, forse è esagerato, ma qualcosa che si avvicini al sentimento esistenziale, ... bisogna pur cercare.

E se quindi il bilancere ricade sempre, sui generis, sull'incredibile “arte delle vesti” orientali, possiamo rinverdire una sorta di allegoria all'americana (alla Norman Rockwell per intenderci) in Timothy Jahn (anche se assolutamente in tono minore).

Invece avvicinarci al profilo esistenziale di certa arte contemporanea, con Stephanie Kullberg. La pittura classica della scuola a braccio (dove la pennellata determina quasi il risultato artistico a spatola) del vecchio e la bambina, e, rimanendo su quest'ultima a soggetto – in Tetsuya Mishima cercare l'espressione che trascenda qualche altro sapere o sentimento, al viso della stessa.

Altro quadro esistenziale di derivazione contemporanea (e a mio avviso di scuola americana) questo afferente al velo che anima sopra al campo la figura nel vento di Laura Pritchett.

Julio Reyes che ci riporta a Sogno di una notte di mezza estate (avvicinandosi ai nordici ritratti fantasici di Füssli, ancorché meno tregendi), l'idillio muliebre di Irvin Rodriguez e il verismo sul corpo nudo del vecchio di Nicholas Benedict Robinson.

Si ammicca (un po' stucchevolmente) alle famose figurine muliebri di Eugene de Blaas,(ma anche a Bouguereau), forse, con questa iper disegnata giovine di Duffy Sheridan. Eppure come non lodare la bellezza di questo ritratto? E se Beth Sistrunk gli fa il verso, sul versante dei drappeggi (eppure anche del significato che noi leghiamo al ritiro spirituale quando ci ricoveriamo alla fine del giorno al riposo, finalmente lui sì scevro da ogni attenzione, compromesso o altro attentato), là dove la fioritura di lenzuola e veli fa rima coi capelli... ecco l'incontro con qualcuno che farà felice anche l'occhio attento delle donne, in percentuale più avari di questi soggetti rispetto ad altri, là dove finalmente si prende a cuore il corpo nudo maschile. Grazie a Kendric Tonn. Anche se in frangenti che se a definire adolescenziali non s'azzarda, riporta comunque la natura dell'uomo a quella più introspettiva al femminile.

Conon Walton in questo quadro ricorda un pittore del 4-500 molto famoso e moderno, che usava oserei dire in modo modernissimo e illustrato alla maniera di certe scuole del '900 – il colore deciso e netto in disegni di una sintesi miracolosa... ora non ricordo il nome: ma era un genio. Mi riprometto di ritrovarne memoria entro la fine dell'articolo...

Gli ultimi due rimandi al figurativo (una volta che abbiamo, soggettivamente, scorto tutta la colonna a scendere, loading su loading, caricamento su caricamento di immagini) sono due finali prove e interpretazioni: quella più artistica, certamente, nel viso di questa bambina (Vincent Xeus) – quella più afferente allo studio dell'anatomia, in questa donna in dolce attesa.

PORTRAITURE (con lo scroll-mouse, cioè la rotella el movimento a scendere, si caricano tutti)

Secondo settore della lista, il ritratto. Ci sono in questa sezione capolavori assoluti (come il premiato (Miss Rachel di Emanuela De Musis, alto un metro per 60 centimetridegni di menzione e premi, sui quali ho tante amiche che da tempo han deciso per questo e ivi raggiungono magnifici risultati. Liberi dal contesto sceneggiato del soggetto in un contesto ambientale, i ritrattisti debbono collegarsi direttamente all'Arte del Soggetto (o, in termini “di scuola fotografica” cercando di svelarne l'anima, oppure – sempre cercando di farlo, in termini pittorici. In un caso, il risultato è grafico, più introspettivo sotto la linea guida della forma che come un taglio di ombra e luce si addentra nel limo invisibile della psiche (sovente usando il bianco e nero e la grana della carta fotografica). In termini pittorici, è lo stesso ma sublima, in primo piano, la bellezza, la delicatezza, la profondità e lo spessore eppure di cosa così fragile come l'intimità delle persone, con velature e l'Arte del pennello e del colore).

Quella considerata la vera Arte almeno stante al mestiere.

Wei Han crea un eccellente contrasto sulla delicatezza della posa prescelta all'inclinazione del viso – forse il più raro esempio mai visto di verde fosforescente che non dà fastidio... merito probabilmente quasi certamente anche degli equilibri colorimetrici e l'esatto chiaroscuro del fondale... e l'illustrazione dell'incarnato di Gregory Mortenson è da Scuola. Sul quale è evidente che si è bene esercitato.

A seguire, tutti quei approdati come finalisti, là dove c'è modo di prenderne a scelta per far considerazioni sul verismo dell'acqua sul viso (e ce ne sono altri), sulle inclinazioni sempre al forte contrasto di parti approfondite e altre accennate, pose e altri modelli classici, finanche ritrovare qualche sentimenti alla Boldini o di Scuola Francese, come in Charles Mundy.

Soggettivamente, per chi ama particolarmente il perfetto “disegno” di scuola cinese (qui in Qing Zhang) e in Fei Zhang. Vi sono ritratti contemporanei (al senso che ritraggono ragazze che davvero incontriamo tutti i giorni e sulla quale bellezza si rampicano sovente i nostri sogni), accenti di esistenzialismo (per me soggettivamente così percepito) nel “non finito” dei particolari di un viso, estemporanee di vita quotidiana, iperboli di verismo intenso, maternità, lo stile e il colore praticamente fotografico in pieno sole di Jesús María Sáez de Vicuña Ochoa, prospettive e angolature che facilitano la descrizione delle forme sul periplo delle luci, onesti e poetici visi di bambina.

IMAGINATIVE REALISM (con lo scroll, etcetera, a scendere, caricate pian piano tutto quanto...)

Questo settore è quello più vicino alla cultura del cinema (della fantascienza e l'illustrazione simbolica o fantasy) naturalmente sempre con il marcato denominatore comune del realismo e di un certo stile pittorico (in molti casi, paragonabile a Vallejo & Frazetta, perquanto non così deliberatamente votati al fumetto).

Oltre ai primi tre premiati (qui il terzo che merita almeno un'attento ascolto della posa fetale della figura femminile, ingrandita, essa non nasconde il suo naturale stato di tensione “fantasy” messo in evidenza dall'occhio comunque aperto) in mezzo a scenari post-atomici e surreali, sussegue la meccanica della fantàsica là dove si ispirazione epica oppure anche preraffaellita.

In un gineceo di fantasie celtiche e rivisitazioni d'arte sacra, troviamo la soluzione “grafica” di un gesto tanto attuale (come una scena di danza e di coppia) proiettata in una qualche dimensione di “cultura di una colonia umana nello spazio” o là dove al solito la grande sensibilità nordica sa riproporci la magia del LAGO DEI CIGNI con l'artista Sampo Kaikkonen, in tutto il suo naturale preludio esistenziale.

Un colpo di reni iperverista e realistico (quello lo troverete: sempre), e un po' di fantascienza (non fa mai male :)

Concludono le suite annuali, i settori del paesaggio (LANDSCAPE), dove invero troveremo grandi opere: la bellezza dell'acqua verde in uno stagno circondato dai boschi, credo abeti praticamente fotografati sulla tela, poetiche reminiscenze del passato, bucoliche e sempre attuali pastorali della campagna inglese e francese di antica memoria, silenzi a pelo dell'acqua, effetti scenici al giuoco delle nuvole sugli squarci del sole, fantasie unne o nibelunghe sull'epica dei valli alpini, interessanti studi meteo che avvalorano la ricerca di un tipo di poetico equilibrio di fusione fra il cielo e il mare, luci sul mare che prendono dall'impetuosi esempi del passato, forti contrasti che ci riportano il freddo nelle vene, el paesaggio al quale sono più affezionato senonché per via di quei che furono i modelli espressivi che utilizzò mio padre quando ero già in grado di intendere e volere – paesaggi di forte impatto sulle forze della luce del sole alla maniera dei famosi illustratori americani, in bilico fra quelli e il classico – e infine scelte dei quali particolari svetta l'occhio sull'ingegno dell'effetto che ivi gli si produce: sovente magnifico.

ANIMALISCULTURA (con tre bei primi premi e tanta Maestria) – DISEGNO (con esempi al solito eccellenti e molto maturi) e NATURA MORTA (dove le gare al perfezionismo formale si sprecano) concludono quelle sezioni che raccolgono, dobbiamo ammettere, quest'anno, pare ancor di più un notevole impegno al desiderio di trovare la composizione giusta, a relegar talento e ingegno e poi, dimenticando un poco l'arte (in quel senso esperenziale) dedicarsi all'emozione e all'amore, per ciò che le creature vive raccolgono a se stanti.

Il premio “DA VINCI” rivolto ai ragazzi vede nel premiato quindicenne un talento in via di definizione, veramente eccellente, via via, negli altri, con sapori ancora parecchio acerbi di intuito e creatività. Perquanto i loro percorsi sono naturalmente segnati dal tipo di scuola che frequentano. Per gli audodidatti bisogna viaggiare in ogni dove piuttosto che su deviantart – comunque altrove.

Citiamo ancora nel settore “altri premi” la fantasia dell'idea dell'equilibrista che stende la corda nel vuoto man mano che fa il passo – e Christopher Pugliese, nel sapore molto corposo del suo colore su una “preparazione” in tinta fredda sul viso alla pulzella in questo gruppo di fanciulle – perquanto dal simbolismo alla “Staglieno” lavora sulla sintesi del giudizio della vita e della morte, forse con qualche complicazione di troppo – ma al risultato, ben definito sul viso è quel colpo di colore (sempre per mia e nostra soggettiva sorte naturalmente).

Buona visione :)

commenti

Per commentare ed interagire devi registrarti

Following

Followers


politica editoriale note legali FAQ chi siamo pubblicizzati servizi

Copyright © 2013 EQUILIBRIARTE All Rights Reserved