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"Pastelli secchi"

Tecniche per l'arte - Aperto da: Daniele - 15.01.2017 22:33
post visto 3181 volte
#264202 15.01.2017 22:33

Se ne parla da un po' in varie discussioni, mi pare sia il caso di discutere seriamente di pastelli, data la bravura e competenza di chi si trova qui

Come con quasi tutto il resto, grazie a un paio di ghiotte occasioni (ciao, Bartolomeo! :D Un saluto anche alla ditta Poggi!), sto iniziando solo adesso ad applicarmi a questa tecnica, e ho diverse domande.

 

1)Conservazione e trasporto dei pastelli

Dove tenete i vostri pastelli? Qualcuno ha mezzi che permettano di trasportarli senza trasformare tutto in polvere?

2)Supporto

Oltre alle varie carte, di cui si potrebbe parlare in lungo e in largo, qualcuno ha dipinto anche su tavola? se sì preparata come?

3) Conservazione del dipinto

Non tutti i dipinti a pastello verranno incorniciati, quali sono i modi migliori per conservarli?

4) Sfumare e far aderire la polvere al supporto

Lavorare con le dita è immediato e bellissimo, e potenzialmente gli strumenti per sfumare un pastello sono  infiniti. L'unico problema, se così vogliamo chiamarlo, è lo sporco. dipingete tutti con un panno a portata di mano? Per pulire gli sfumini come fate

5) I pastelli si frantumano

Sono fragili, è normale e in certi casi una perdita di materiale è inevitabile. Per adesso i pezzi più grossi rispetto alla polvere vera e propria li sto conservando. Riuscite a trovare un utilizzo particolare a questi preziosi frammenti?

6) Le marche

Le migliori che trovo con facilità sono Schmincke e Sennelier. Per quanto nulla possa sostituire l'esperienza diretta, mi farebbe piacere sapere da più fonti come si comportano diversamente i pastelli di queste due marche.

 

Al momento non ho altre domande in mente. Sono sicuro che il contributo degli altri utenti soddisferà tutte queste curiosità.

#264213 15.01.2017 23:21

Io invece vorrei sapere se qualcuno ha mai usato i Ferrario e quali difetti ha trovato 

Utente disattivato
#264226 16.01.2017 00:14

Dove tenete i vostri pastelli?

In una vecchia pastelliera a 2 cassetti, che forniva Talens per la sua serie di pastelli secchi Rembrandt. Me la regalò l'allora mia negoziante di belle arti, Antonella, una delle donne più straordinarie che abbia mai conosciuto. R.I.P.

Qualcuno ha mezzi che permettano di trasportarli senza trasformare tutto in polvere?

La pastelliera di cui sopra. Ha visto 5 o 6 traslochi, 2 in città diverse.

Oltre alle varie carte, di cui si potrebbe parlare in lungo e in largo, qualcuno ha dipinto anche su tavola?

Personalmente no, solo carta. Ultimamente la Pastelmat, ma ho vissuto a pastelli secchi e Murillo.

dipingete tutti con un panno a portata di mano? Per pulire gli sfumini come fate

Uso sempre le dita, poco. Gli sfumini li uso solo con certe grafiti e con alcune sanguigne/seppia/carbone compresso.

Riuscite a trovare un utilizzo particolare a questi preziosi frammenti?

Ahimé...

Le migliori che trovo con facilità sono Schmincke e Sennelier. Per quanto nulla possa sostituire l'esperienza diretta, mi farebbe piacere sapere da più fonti come si comportano diversamente i pastelli di queste due marche.

Uso varie marche, dipende da cosa devo fare. Non uso Sennelier (credo di averne 4 o 5 in tutto su circa 400 pastelli), perché mi da fastidio che non venga indicata la resistenza alla luce sul pastello. I Sennelier sono più morbidi, gli Schmincke appena meno, ma sempre molto morbidi, e li preferisco ai Sennelier anche per questo, perché l'estrema morbidezza mi è di impiccio. Ho un debole per i Rembrandt.

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Io invece vorrei sapere se qualcuno ha mai usato i Ferrario e quali difetti ha trovato

Mario io ho sempre usato (ed uso tuttora) i vostri carré da schizzo: sanguigna, seppia e nero. Molti anni fa usai anche i pastelli tradizionali, ma francamente non ricordo il comportamento.

Molto tempo fa ho acquistato una ventina di confezioni (10 carré cadauno), perlopiù sanguigna, perché la consistenza dei carré Ferrario era "giusta" per le mie esigenze, ed oltretutto mi hanno sempre fatto impazzire le tonalità. Purtroppo li ho trovati molto cambiati, con molti bastoncini che manifestano un fastidioso effetto di "vetrificazione", che un tempo non avevano. Questo difetto può arrivare a rovinare la carta (e l'intero lavoro), mettendo a rischio - di fatto - un'intera giornata di lavoro. Il problema si verifica SOLO con le sanguigne (e non con tutte), mentre il nero ed il seppia sono favolosi come di consueto.

Al momento ne ho interrotto a malincuore l'uso (mi sono rimaste credo una decina di confezioni) tornando al tradizionale carré Conté, ma mi piacerebbe moltissimo se venisse risolto il problema con un nuovo impasto, magari uguale a quello che facevate un tempo.

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Un salutone a tutti, continuo a farmi vedere poco in giro, ma d'altra parte è un periodo così.

#264232 16.01.2017 13:53

Per il trasporto risultano molto utili le scatole a scomparti porta viti che si trovano in ferramenta, fra l'altro costano poco e ce ne sono di tante misure .

 

#264246 16.01.2017 21:32

Alle numerose domande trovate le mie risposte, ovvero il modo in cui mi regolo personalmente in quella sorta di minicorso che alcuni hanno gia' visto e di cui ho messo l'indirizzo.

Fra Schminke e Sennelier le differenze sono:

- Sennelier e' piu' morbido

- La gamma di schminke e' piu' limitata

- Sennelier e' caro ma Schminke lo e' di piu'

Tuttavia voglio sottolineare che le differenze fra queste due marche non dovrebbero servire a fare una scelta di campo. Non ha molto senso infatti, se si vuole usare il pastello per esprimersi artisticamente "di punta" (ovvero se questa tecnica diviene quella preferita dall'artista). In questo caso probabilmente la scelta migliore e' quella di prendere sia l'uno che l'altro, magari scegliendo i chiari e gli scuri di Sennelier nelle tinte fredde e invece prendersi i grigi di schminke etc. etc. Ognuno si regola come crede meglio.

Se invece il pastello e' una tecnica accessoria e l'artista la usa saltuariamente oppure limitatamente agli studi o ancora solo per una soggettistica particolare, allora puo' avere un senso limitarsi ad una marca ed allora consiglio di seguire le preferenze in funzione della durezza:

- piu' duro Rembrandt

- intermedio Schminke (ma ve ne sono molti altri)

- piu' morbido Sennelier

 

L'argomento del trasporto, se si intende per trasporto usare il pastello in plen air, devo avvisare che la tecnica si presta davvero poco a questo uso. Le ragioni sono abbastanza ovvie. Tuttavia non manca certo chi usa il pastello in campagna. Per farlo vi sono speciali borsoni in cordura con scomparti imbottiti che permettono di portarsi una collezione di qualche centinaio di pezzi.

 

#264247 16.01.2017 21:37

purtroppo i W&N sono fuori produzione (chissà perchè) ma tempo fa ne lessi solo lodi da più parti

#264248 16.01.2017 21:41

Si i W&N sono stati abbandonati dalla casa. Si trova ancora qualche rivenditore che normalmente se ne disfa per pochi euro. Erano buoni pastelli, ma di gamma limitata con una consistenza appena piu' morbida dei Rembrandt.

Riguardo all'uso delle tavolette preparate, ho gia' scritto, anche qui in EQ come procedo alla preparazione. Una tavoletta preparata con gesso e colla di coniglio e' ottima per il pastello; si puo' anche unire al gesso o al bianco di medoun (io uso quest'ultimo) la pomice in polvere. Usate la pomice di granulometria media, ovvero quella che trovate dal ferramenta all'angolo, va benissimo. La percentuale con cui mescolarla al bianco puo' essere assai variabile, anche meta' e meta'. Nel caso di cartone preparato si puo' usare lo stesso procedimento. Naturalmente fra una mano e l'altra non si carteggia la superficie e sarebbe meglio tenere l'impasto un tantino piu' liquido.

#264276 17.01.2017 14:27

@Guadan

Ma poi hai collaudato lo Spectrafix ?

Già abbiamo la recensione di Alessandro, che mi pare lo valuti come molto buono, e vorrei sapere anche un tuo parere, quando lo proverai.

#264277 17.01.2017 15:00

Tra le molte domande mi piacerebbe una comparazione ragionata delle varie carte e superfici in commercio, ma capisco che è una piccola impresa. E anche una classifica delle migliori, anche se qualcosa è già stato scritto, e anche se ricade nell'ambito delle preferenze personali credo.

Che cos'ha di speciale la carta velour? è più adatta a pastelli morbidi, duri, o non ci sono differenze?
Può essere che questa carta vellutata riceva male qualsiasi fissativo? sia pensata per farne a meno, come la pastelmat.
Una carta come la Pastelmat è un prodotto unico o ci sono altre marche che usano la stessa tecnologia?

Altre domande: come si può riciclare (per uso artistico) un blocco di carta Caran D'Ache per pastello? gc Qualcuno ci si trova bene od oggettivamente è pessima?...L'ho comprata in negozio, incartata nel nylon, e sembrava una megacarta..invece poi mi sono accorto che non mi ci trovo per nulla bene: assorbe poco la polvere dei colori, e nonostante la granatura liscia al tocco, ha una specie di tramatura fatta di piccoli ''cerchietti'' impressi nella carta, come fsse la texture di un tela per intenderci...è fastidiosa a vedersi e il pigmento non ci attacca.hyckdcdv Ma il giudizio negativo è forse dovuto solo alla mia profonda inesperienza con carta/pastello.

Alto epic fail di cui vi metto al corrente, tanto per ingigantire la mia gloria, è il mio recente acquisto di un fissativo Schminke...Ora, è successo che sono andato dal mio negoziante di fiducia, del quale mi fido abbastzna (è un negoziante di fiducia)
Gli faccio: vorrei un fissativo. Lui: questo è il migliore...Io: ah...ma i colori cosa fa, quanto li scurisce? Lui: (con entusiasmo e convinzione) non li cambia per niente...è il migliore.

Provato a casa e... ek

Dopo questa esperienza è un obbligo morale chiedersi se esiste la buonafede...e rispondersi di si per non turbarsi troppo l'anima.
Purtroppo non mi ricordavo di una precedente discussione su questo forum, da cui è venuto fuori che invece le cose non stanno così. Ho ritrovato il topic, Alessandro Molinari per esempio dice ''NON USARLO SUI PASTELLI''...e tendo a credergli più che al negoziante.
Dunque potrei servirmene solo per fissare dei carboncini monocromi (che però disegno assai di rado) Ma più che altro è la delusionegc...mannaggia la prossima volta che vado per acquisti mi porto dietro tutto il forum dc
 

Utente disattivato
#264279 17.01.2017 15:52

Ti rispondo per quel poco che posso, ma Alessandro saprà andare ben oltre.

Che cos'ha di speciale la carta velour? è più adatta a pastelli morbidi, duri, o non ci sono differenze?

Usata un paio di volte con i Rembrandt. Prendeva bene il colore, e non la fissavo. Alla fine preferii altro.

Può essere che questa carta vellutata riceva male qualsiasi fissativo? sia pensata per farne a meno, come la pastelmat.

Esattamente. Non va fissata, è studiata proprio per quello.

Una carta come la Pastelmat è un prodotto unico o ci sono altre marche che usano la stessa tecnologia?

Che io sappia è unica nel suo genere. Attendo ovviamente smentite, che sarebbero graditissime, perché non mi piacciono i monopòli,

Altre domande: come si può riciclare (per uso artistico) un blocco di carta Caran D'Ache per pastello?

Hanno una carta??

Qualcuno ci si trova bene od oggettivamente è pessima?...L'ho comprata in negozio, incartata nel nylon, e sembrava una megacarta..invece poi mi sono accorto che non mi ci trovo per nulla bene: assorbe poco la polvere dei colori, e nonostante la granatura liscia al tocco, ha una specie di tramatura fatta di piccoli ''cerchietti'' impressi nella carta, come fsse la texture di un tela per intenderci...è fastidiosa a vedersi e il pigmento non ci attacca.hyckdcdv Ma il giudizio negativo è forse dovuto solo alla mia profonda inesperienza con carta/pastello.

Non lo so... Io dico sempre che ognuno deve fare il proprio lavoro. Se la faranno fare da chissacchi, tenendo il prezzo alto principalmente per il "nome". Alcune matite le compro da loro, e sono davvero notevoli, ma la carta devono farla le industrie cartarie o i maestri cartai. Le cornici devono farle i corniciai, i macellai devono tagliare la carne, Ferrari deve fare le auto e non le penne, etc etc.

Gli faccio: vorrei un fissativo. Lui: questo è il migliore...Io: ah...ma i colori cosa fa, quanto li scurisce? Lui: (con entusiasmo e convinzione) non li cambia per niente...è il migliore.

Tipico. A parte i rarissimi casi in cui il negoziante è un pittore tecnicamente preparato (parliamo quindi di due rarità che si sommano, negoziante pittore e pure preparato), di solito si basano su notizie che esulano totalmente dalla realtà dei fatti: pittori che, magari, non distinguono una tempera da un acquerello, o che l'hanno usato su una fusaggine e l'hanno trovato giustamente buonissimo, etc. Non voglio essere polemico, ma se devo chiedere a qualcuno se un vino è buono, non lo chiedo al vinaio, e manco a chi non distingue un nero d'Avola dal Tavernello. Magari lo chiedo all'amico appassionato, o ad un sommelier.

Io lo uso da una vita, proprio sulle sanguigne e sulle grafiti, e va benissimo. Sui pastelli dava problemi, ed Alessandro (che nel campo è un'autentica autorità) me l'ha confermato. Ne ho ancora un paio di bombolette, finite le quali passerò ad altro (Rowney Perfix, molto più "inerte").

Dopo questa esperienza è un obbligo morale chiedersi se esiste la buonafede...e rispondersi di si per non turbarsi troppo l'anima.

Come dicevo, non voglio essere polemico.

Alessandro Molinari per esempio dice ''NON USARLO SUI PASTELLI''...e tendo a credergli più che al negoziante.

COme già detto, reputo Alessandro un'autentica autorità in materia. Intendiamoci: manco lo conosco (ma in futuro non si può mai dire), ma ho occhi per leggere tutto ciò che ha lasciato scritto, cosa che ho fatto con animo oggettivo, ed oltretutto ho visto i suoi lavori. Se Alessandro dice che un fissativo non va bene, puoi star certo che non va bene, punto. af

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Vi lascio, che questi sono giorni di biacca, e devo tornare alla mia lastra. Buon proseguimento. ab

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