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"Tempera a guazzo e a caseina"

Tecniche per l'arte - Aperto da: - 25.06.2016 18:10
post visto 12069 volte
Utente disattivato
#260970 30.07.2016 18:20

Occhio, che se trovo una mezz'ora da buttare potrei anche... hy

#260975 30.07.2016 21:58

 

ora mi aspetto almeno 10 post su come si schiaccia un tubetto ahahahahahah

bj Bellissimo argomento, cominciamo! ag Potremmo vincere il premio Ignobel se ci saranno scoperte interessanti  https://it.wikipedia.org/wiki/Premio_Ig_Nobel  hs ..e non è da tutti vincerlo ag
Qual'è il modo più efficace per la lasciare dentro la minor quantità di tinta via via che si arrotola o si strizza un tubetto ?gc Da che punto cominciare a strizzarlo? si ok, ma quando si arriva allo scudo frontale come si toglie quel 0.5% di colore che vi rimane intrappolato? hy E' giusto ed etico che un artista faccia uso di un arnese moderno come l'arrotola tubetto? peraltro di scarsa diffusione e di difficile reperimento? oppure deve essere in grado di arrotolarle il tubetto a mano...cosa non facile a farsi in quanto la coda si arrotola male centralmente e sbanda a destra e a manca producendo incresparture che intrappolano tocchi di colore..Ecc. ag Ecco andato un quarto d'ora dc

Utente disattivato
#260976 30.07.2016 22:36

Minchia, hai analizzato davvero.............

Utente disattivato
#260977 30.07.2016 23:26
Io invece mi son specializzato a riaprire i tubetti di stagno , l' anno scorso piu' che altro ,perche' mi ritrovavo molti tubetti mezzi vuoti marca lefranc , ferrario e qualche maimeri puro datato.Mi son ritrovato cosi una volta lmpastati insieme per tipo, tubetti quasi pieni che tengo in una cassetta per dipingere all' aperto. Risultato discreto e spazio in cassetta . Oltre a questi si aggiunse il problema di alcuni ferrario Van Dick in maxi tubo da 180 ml che oramai avevo commesso l' errore di acquistare , ma scomodi anche solo a tener in mano e di qualita' medio bassa, cosi li ho spremuti e rintubettati in tubetti di pomata antifiammatoria che avevo conservato e ripulito proprio in attesa di interventi simili. Un consiglio, prima di buttare i tubetti in stagno della farmacia valutate sempre se si possono riutilizzare!
#260992 31.07.2016 14:09

cosi li ho spremuti e rintubettati in tubetti di pomata antifiammatoria che avevo conservato e ripulito proprio in attesa di interventi simili. Un consiglio, prima di buttare i tubetti in stagno della farmacia valutate sempre se si possono riutilizzare!

ai

Come ebbi gia' occasione di scrivere qui nel forum qualche tempo fa: "..ed io che pensavo di essere pazza perche' spesso mi sono fatta i pennelli da sola.." ag

Utente disattivato
#260993 31.07.2016 14:24
Figurati, di pazzi ce ne! Sarei stato molto piu' smagato se avessi dovuto utilizzare il solo budello di origine animale, come si faceva 300anni fa!
#261005 31.07.2016 20:06

Ma come hai fatto a far tornare quasi nuovi i tubetti di stagno usati ? strizzandoli si piegano da ogni parte (sopratutto se vuoi togliere tutto il contenuto via via che li usi) e poi è difficile ''rigonfiarli'' allo scopo di lavarli...Forse si potrebbe fare per pressione, inserendo a forza il colore ma rimarrebbero residui del vecchio contenuto ac

Figurati, di pazzi ce ne!

Eccomi ag tempo fa pure io sperimentai alcune soluzioni a questo problema ag ..forse l'ho già scritto..Praticamente realizzai la stessa cosa sopra, solo che usai il tubetto del dentifricio ai e quello della maionese aiai ...ag Devo dire che quello della maionese è peggio perché rilsulta ostico da lavare e sgrassare (di cosa è fatta veramente la maionese nessun lo sa ea) ...Generalmente la parte del lavaggio e dell'intubettamento di tubetti in plastica la definirei agevole e veloce, l'ammattimento arriva al momento della chiusura, perché le varie plastiche dei tubi in commerico, quale più quale meno, sono elastici e rigidi a un tempo e non si avvolgono bene su se stessi come l'alluminio. Soluzioni : arrotolare più strettamente possibile e fermare il tutto con spillatrice aiag e infine avvoltolare il tutto con il nastro adesivoac. A parte di scherzi non è una soluzione pratica, ma ho voluto provare...altra cosa se c'era (o c'è) un modo per chiuderli bene.

 

Utente disattivato
#261009 31.07.2016 21:06
La plastica non sto a provarla perche' non mi piace ( sto alla larga anche dai tubetti di colore in plastica) Praticamente usavo la crema antinfiammatoria senza arrivare fino in fondo, poi aprivo e con una tagliacarte estraevo la pomata Una volta terminata con il manico di legno di un martello medio rimodellavo eventuali pieghe, dopodiche' con sgrassatore dei piatti e acqua lavavo bene , ultimo con un cacciavite lungo passavo un fazzoletto di carta per asciugare .fortunatamente l' epicondilite ora mi si e' fermata ( ho fatto un ciclo di terapia a onde d' urto ... Da un dolore estremo veramente al limite fella soglia di sopportazione questa cura , per ora pare stia fumzionando)prima della cura ho usato quella pomata che calma abbastanza il dolore , ma non risolve definitivamente comunque va bene un po per tutto anche per il mal di schiena si chiama Naprosyn gel 10% ... Lo dico solo per chi volesse provarla , perche' ne ho provate diverse senza risultati
#261010 01.08.2016 09:56

Ho capito. Io non ho provato perché come dicevo prima francamente mi sembrava veramente troppo macchinoso vuotare quelli in metallo, ma comunque nella pratica vedo che funziona (portando all'eccesso il discorso se uno taglia un tubetto nuovo e ne vuota subito il contenuto dovrebbe fare prima sia a pulire che rimodellare...operazione quest'ultima indispensabile con l'alluminio ma non con la plastica). Che però ha gli svantaggi che dicevo prima cioè si richiudono male. Dal punto di vista chimico credo però che la plastica non guasti il colore, quantomeno meno se non contiene molto solvente (per inciso io sopratutto li considero, questi escamotage sul conservare / dosare il colore, come metodi provvisori e su cui non fare molto affidamento, tanto che non ci ho mai messo dentro colori extrafini...ho confezionato invece diversi tubetti con colori di media qualità, come gli XL, per lavori di grandi dimensioni dove mi serviva la stessa tonalità a distanza di molto tempo....La comodità di poter tenere il contenitore nello studio e di aprirlo tramite tappino a vite e di distribuire il colore sulla tavolozza in quel modo è impagabile...vuoi mettere a confronto con i vasetti? apri chiudi, molta aria, la spatola per prendere ecc) RIguardo ai tubetti di colore ad olio in plastica comprati ex novo, gli unici in cui sono incappato mi hanno dimostrato sono decisamente meglio quelli tradizionali (senza considerare poi il contenuto  ew )
 

#261011 01.08.2016 10:17

Già che ci sono aggiungo che ho scoperto poco tempo fa il potere solvente, mostruoso per certi versi, di un diluente vegetale ed ecologico come il Tintorsetto. E con ciò non voglio per forza attribuirgli valore negativo. Dico solo che avevo versato circa un bicchiere di questa sostanza (in sostituzione del diluente inodore)  in un solido recipiente in plastica, una specie di ampia vaschetta trasparente con i bordi alti, di uno spessore di circa 3 o 4 mm, pensato per l'uso in cucina. In tale recipiente ho tenuto sospesi i pennelli a mo' di contenitore lava pennelli per circa uno forse due mesi pensando ovviamente che fosse robusto come vetro, sopratutto a contatto con un liquido ecologico come quello.
Un bel giorno vado nello studio e trovo il tavolo allagato dal Tintorsetto lavatore ai...che evidentemente era fuggito dallo zoo.Il fondo circolare del recipiente e i bordi vicini si erano fatti da duri a gommosi...e il fondo stesso si era quasi completamente staccato lungo tutta la circonferenza dove precedentemente si saldava in un pezzo unico con il resto del contenitore. Ergo, attenti a che plastica usate per conservare i diluenti.

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