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"Tempera a guazzo e a caseina"

Tecniche per l'arte - Aperto da: - 25.06.2016 18:10
post visto 11430 volte
#261330 24.08.2016 19:31

L'ho già scritto in un'altra sezione ma per chi se l'è persa lo riscrivo, il guazzo o gouache non è altro che una base di acquarello in cui viene aggiunto un filler o carica per renderlo coprente , quindi è reversibile come l'acquarello . Il termine tempera viene usato erroneamente in genere per indicare il guazzo ma in realtà deriva dal termine tempra che vuol dire tenere, legare e quindi più esattamente indica il legante utilizzato in un colore ,si può dire che, ad esempio, i colori ad olio sono tempere ad olio . Quindi in base al legante si possono avere tempere all'uovo, tempere alla cera, tempere alla caseina , tempere acriliche, ecc.

La gouache in genere è prodotta con gomma arabica e anche destrina che serve per stabilizzare la pasta che altrimenti sarebbe troppo filosa, in alternativa si possono usare addensanti come la bentonite o la laponite o altri.

Chiedo il vostro parere: sarebbe interessante fare diversi "convertitori" per trasformarla ad esempio in una gouache grassa o in una tempera alla caseina o in una tempera alla cera?

#261333 24.08.2016 20:24

L'ho già scritto in un'altra sezione ma per chi se l'è persa lo riscrivo, il guazzo o gouache non è altro che una base di acquarello in cui viene aggiunto un filler o carica per renderlo coprente , quindi è reversibile come l'acquarello

Descritto in questo modo, che poi è anche la realtà, risalta quanto il guazzo sia ''imparentato'' veramente da vicino con l'acquarello...salvo poi avere un comportamento a livello pittorico del tutto opposto.

Chiedo il vostro parere: sarebbe interessante fare diversi "convertitori" per trasformarla ad esempio in una gouache grassa o in una tempera alla caseina o in una tempera alla cera?

Per come la vedo io più ci sono alternative ci sono in commercio e meglio è, quindi certo sarebbe interessante.
Certo dovrei provare questi prodotti per dire se mi ci trovo bene tanto da continuare ad usarli nel tempo.
Il convertitore (o binder?) alla caseina per colori a tempera e gouache mi farebbe comodo anche subito, per provarlo, come si diceva anche nelle pagine precedenti.
Il convertitore alla cera non mi attrae perché ho provato gli Encausto e basandomi su quelli non mi interessano molto per adesso.
Iinfine quello per trasformare le tempere magre in grasse è molto interessante...in pratica sarebbe una via di mezzo tra l'olio e la tempera se non sbaglio (con tempi di asciugutura inferiori all'olio?)

Utente disattivato
#261335 24.08.2016 20:53

Chiedo il vostro parere: sarebbe interessante fare diversi "convertitori" per trasformarla ad esempio in una gouache grassa o in una tempera alla caseina o in una tempera alla cera?

Sarebbe una cosa unica nel suo genere, se non consideriamo il convertitore della Talens (solo caseina). Come già detto, io preferisco i leganti tradizionali, ma è innegabile la grande comodità di prodotti del genere, che secondo me avrebbero senso e mercato, specialmente una volta messo a punto il sistema distributivo e fatto conoscere al pubblico il vostro sterminato catalogo. La gouache grassa sarebbe interessantissima, e permetterebbe dipinti su tela anche di una certa dimensione.

#261336 24.08.2016 22:08

Se parti con mani di colore più diluite, utilizzando poi man mano che procedi meno acqua non dovresti trovare problemi (parti con colore diluito e trasparente, finisci con denso e opaco. Per quanto riguarda la 'mano leggera', basta assicurarsi che gli strati sottostanti siano asciutti ed evitare di passare troppe volte il pennello sullo stesso punto.

///

Come anche negli acquerelli, le tempere Horadam se bagnate  sulla palette si riattivano rapidamente e completamente, mentre con la WN effettivamente questo è più difficile, e il colore che si raccoglie non è ricco come quello appena uscito da tubetto. Su carta però non ho notato nessuna tendenza particolare della Horadam o della WN.

Ho capito, grazie Guadan. Intanto sto facendo dei piccoli esperimenti con il guazzo della Talens. Trovo che questo medium, in generale, sia più ''malleabile'' dell'acrilico...mi sembra che abbia delle potenzialità, o meglio, ho l'impressione che ci io ci possa fare qualcosa di buono. Per me che non lo uso da secoli è un po' spiazzante che il colore schiarisca così tanto una volta secco ma penso ci si possa fare l'occhio. Un altra cosa che mi intristisce un poco è che non è molto flessibile e adatto a dipinti di grandi dimensioni (ma se ci fosse un convertitore per renderlo grasso anche questo sarebbe possibile, ammesso che poi non cambi caratteristiche, in bene o in male, cioè diventando un altra cosa). Avrei voglia di riprovare anche quelle all'uovo, magari fatte in modo tradizionale sul momento, ma come ho scritto da qualche parte sopra non mi piace molto l'dea di usare i pigmenti in polvere.

A tal proposito mi è venuta in mente un idea, forse scontata e inutilizzabile : non si potrebbero bagnare i pigmenti con acqua o altro liquido in modo da annullare la volatilità delle polveri? Un po' sulla scorta dei coloranti universali, che stanno in boccette mischiati ad acqua o solvente.

Utente disattivato
#261339 24.08.2016 23:46
A me intereserebbe un additivo che renda il gouache irreversibile senza pero'cambiarne le caratteristiche tipiche del guazzo. Forse con un additivo che permetta sovrapposizioni il film non abbasserebbe nemmeno di tono. Il punto fondamentale e' che il guazzo e' un gran signore rispetto all' acrilico. E fntasticando li inquadro cosi': Il guazzo lo pargonerei ad uno che vive una vita di sani principi L' acrilico al contrario ottiene suo malgrado, ricchezza , solo perche' irreversibile e di sangue blu si crede di esser un Dio . Il guazzo lo immagino nel fiore della gioventu' incosapevole fel suo fascino.L' acrilico ... va beh, mi fermo qui mi son sfogato abbastamza !
#261340 25.08.2016 01:26

Fabercolor: Chiedo il vostro parere: sarebbe interessante fare diversi "convertitori" per trasformarla ad esempio in una gouache grassa o in una tempera alla caseina o in una tempera alla cera?

A me piacerebbe molto, ma non so entro quali limiti sia possibile. Ad esempio quell'unica volta che ho provato a fare un medium alla caseina da solo a giugno ho provato ad addizionarlo alla gouache, il risultato è stato una tempera abbastanza opaca ma meno di quella di partenza che comunque non è completamente resistente all'acqua. Certo un prodotto del genere sarebbe molto meno casereccio e i riultati sarebbero diversi. La gouache grassa è quella che proverei con più curiosità, ma pure una scorciatoia per la cera non sarebbe male.

Guercino: ///

..eh? gy

Per me che non lo uso da secoli è un po' spiazzante che il colore schiarisca così tanto una volta secco ma penso ci si possa fare l'occhio. Un altra cosa che mi intristisce un poco è che non è molto flessibile e adatto a dipinti di grandi dimensioni (ma se ci fosse un convertitore per renderlo grasso anche questo sarebbe possibile, ammesso che poi non cambi caratteristiche, in bene o in male, cioè diventando un altra cosa)

Il viraggio dei colori all'asciugatura è seccante finché non ci si abitua, è vero, ma se all'inizio bisogna pensarci con la pratica (anche poca) si sviluppa un certo intuito.

ma come ho scritto da qualche parte sopra non mi piace molto l'dea di usare i pigmenti in polvere.A tal proposito mi è venuta in mente un idea, forse scontata e inutilizzabile : non si potrebbero bagnare i pigmenti con acqua o altro liquido in modo da annullare la volatilità delle polveri? Un po' sulla scorta dei coloranti universali, che stanno in boccette mischiati ad acqua o solvente.

Anche io sono piuttosto sensibile a problemi di salute legati ai pigmenti in polvere (in più mi turba il non sapere quasi nulla di cosa potrebbero causare e come); gran parte dei potenziali problemi dovrebbe esser dovuta appunto alle particelle sospese in aria, se si parla soprattutto di colori non tossici. Ho visto che ci sono almeno un paio di compagnie (americane) che vendono pigmenti predispersi in acqua, quindi da qualche parte nel mondo un minimo di mercato ce l'hanno. In generale chi li ha provati fa notare che essendo piùttosto liquidi non si può ottenere la concentrazione massima di pigmento nel binder. Rimane l'opzione di prepararsi questi pigmenti predispersi da soli, ed è un'idea che ogni tanto mi viene in mente ma anche questa potenzialmente ha i suoi problemi. Alcuni pigmenti si sciolgono meglio di altri,alcuni dopo un po' potrebbero precipitare e sedimentare, se la chiusura non è ermetica possono evaporare (sarebbe logico coprirli nel vasetto con uno strato di sola acqua distillata), senza contare l'eventuale presenza di funghi e altri amici. In sostanza mi piacerebbe passare una giornata intera a mescolare pigmenti in polvere e acqua con tutte le precauzioni di ambiente, indumenti e protezione dovuti, ma avrei bisogno di informazioni un po' più dettagliate quindi per il momento lascio perdere.

il guazzo e' un gran signore

Concordo.

Utente disattivato
#261342 25.08.2016 11:43

in più mi turba il non sapere quasi nulla di cosa potrebbero causare e come

Molti venditori pubblicano la scheda di sicurezza per ogni prodotto. Dacci un'occhiata.

Rimane l'opzione di prepararsi questi pigmenti predispersi da soli

In realtà è una cosa che va fatta con molte tempere, oppure non funzionano come dovrebbero. Si prende il pigmento e si riduce a pasta acquosa densa, poi si aggiunge il legante scelto. Non aggiungete il pigmento secco al legante, vero?

#261343 25.08.2016 12:03

Molti venditori pubblicano la scheda di sicurezza per ogni prodotto. Dacci un'occhiata.

Dovrei studiarmele in effetti; in ogni caso le polveri fine anche del pigmento più fesso e meno tossico di tutti potrebbero causare danni, ma presumo siano necessarie discrete quatità e un'esposizione lunga

In realtà è una cosa che va fatta con molte tempere, oppure non funzionano come dovrebbero. Si prende il pigmento e si riduce a pasta acquosa densa, poi si aggiunge il legante scelto. Non aggiungete il pigmento secco al legante, vero?

 No per carità, io quelle poche volte che mi sono fatto degli acquerelli da solo ho passato più tempo a lavorare pigmento e acqua insieme  che altro, però sinceramente non saprei come preparare delle predispersioni da conservare e da usare al momento quando servono senza i rischi delle polveri.

Utente disattivato
#261344 25.08.2016 12:33

Dovrei studiarmele in effetti; in ogni caso le polveri fine anche del pigmento più fesso e meno tossico di tutti potrebbero causare danni, ma presumo siano necessarie discrete quatità e un'esposizione lunga

Si, infatti. Io maneggio sempre tutto con grande attenzione per default, ma molti pigmenti utili sono innocui.

però sinceramente non saprei come preparare delle predispersioni da conservare e da usare al momento quando servono senza i rischi delle polveri.

Contenitore ermetico ed antifermenttivo che funzioni anche da antimuffa. Certo, la dispersione passata nella raffinatrice a 3 cilindri industriale è ovviamente più efficace, e magari prima o poi qualche fabbricante non amerregano la produrrà, ma fino ad allora dobbiamo far da soli. ag

http://www.naturalpigments.com/art-supply-education/aqueous-pigment-dispersions/

#261346 25.08.2016 22:10

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.eh? gy

Un simbolo a caso per dividere due tue risposte pur citandole insieme nello stesso post (magie tecniche del forum al)

gran parte dei potenziali problemi dovrebbe esser dovuta appunto alle particelle sospese in aria, se si parla soprattutto di colori non tossici

Si infatti, che io sappia tutte le polveri tantopiù se fini possono essere pericolose se inalate.

In generale chi li ha provati fa notare che essendo piùttosto liquidi non si può ottenere la concentrazione massima di pigmento nel binder

Immaginavo. D'altra però, se è vero come è vero (<--direbbe un politico) che prima vanno comunque predispersi, allora forse si avrebbe a che fare con un aumento di ''acquosità'' trascurabile (oppure no)...non so se ho spiegato bene cosa intendo.

In sostanza mi piacerebbe passare una giornata intera a mescolare pigmenti in polvere e acqua con tutte le precauzioni di ambiente, indumenti e protezione dovuti, ma avrei bisogno di informazioni un po' più dettagliate quindi per il momento lascio perdere.

Se dovessi usare frequentemente  i pigmenti in polvere per la tempera all'uovo penso che procederei in questo modo.

Ma congelarli funzionerebbe? cioè pre-mescolare pigmento e acqua distillata, raggiungere una densità non troppo forte e, per esempio, inserire il tutto in una siringa senza ago (col tappino) che poi si mette in una vaschetta di plastica che poi si mette nel congelatore accanto ai gelati. In questo modo non ci sono problemi di fermentazione o sedimentazione perché solidificano, si prendono tutti i colori al mattino e si rimettono in frigo alla sera...E' solo un idea, non prendetemi per matto ag anche perché con le tavolozze ricoperte di colori a olio funziona (in questo caso rallenta di giorni o settimane l'essicazione, anche se i colori contengono essicanti, però insomma a livello microbico l'acqua pigmentata si dovrebbe stabilizzare)

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