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Morta l'archistar Zaha Hadid

Pubblicato da
Oddblip
il 31 marzo 2016
Si è improvvisamente spenta a Miami per una crisi cardiaca l’architetto britannico di origine irachena famosa in tutto il mondo. Era ricoverata in ospedale per una bronchite

Zaha Hadid, che in Italia oggi ricordiamo per il museo Maxxi di Roma e per le abitazione sull’area della ex Fiera Campionaria a Milano, è morta per un attacco cardiaco, in seguito a una bronchite, nell’ospedale di Miami. E’ stata la prima donna a ricevere i tre principali riconoscimenti del mondo dell’architettura: il Pritzker nel 2004, lo Stirling e la medaglia d’oro del Royal Institute of British Architects (RIBA). Nel 2010 “Time” l’aveva inclusa nelle 100 personalità più influenti del mondo: davvero un’eccezione per una progettista. Era nata a Baghdad, in Iraq, da una famiglia benestante e, come ricordava, “cresciuta in uno dei pochi edifici in stile Bauhaus della città”. Studiò a Beirut poi si trasferì a Londra (divenendo cittadina britannica) dove conobbe Bernard Tschumi e Rem Koolhaas, nel cui Office for Metropolitan Architecture (OMA) iniziò a lavorare e divenne socia dal ’77, prima di fondare nel 1980 un suo studio (che ha raggiunto i 250 dipendenti).

Naturalmente aveva in corso progetti in tutto il mondo, dagli Stati Uniti a Hong Kong, Dubai, Giappone, all’Azerbaijan (suo il Centro culturale di Baku), all’Italia (a Salerno la Stazione marittima). Essendo i suoi edifici come dei giganteschi oggetti, degli estetici coleotteri depositati nel tessuto urbano, in una seconda fase lavorativa la Hadid progettò anche opere di design. Nel 2008, per l’italiana Serralunga progettò Flow, un vaso tondo in polietilene che mostra un profilo diverso da ogni angolazione lo si guardi. Persona, a sua volta, non priva di spigoli e durezze, si ricordano di lei anche alcune bizzarrie che quasi sfociavano quasi nella superstizione, anche per i colori che le persone indossavano all’inaugurazione delle sue opere.

 

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Luca Mesini - 04/04/2016 - 21:02:38
Un mito dell'ellisse – talvolta presa di mira (negli ambienti delle archistar) per via dei suoi lavori basati (a dir degli invidiosi “amici” ma pure annoiati detrattori) sui calcoli frattali dei vettori et via dicendo il patchwork delle curve di Bezier in divenire alla Matrix :) – La conobbi ovviamente lavorando con la redazione del GdA (in gergo tecnico: Giornale dell'Architettura, oggi presente online qui cfr. http://ilgiornaledellarchitettura.com/ – Un personaggio veramente influente, poliedrico – sapendo – da parte nostra – accostarci alle invenzioni con umiltà, una porta verso l'invenzione e il paradiso ellittico, ispiratore di mode e di costumi ed anche detentore di un “flusso” elegantemente organico della “modellazione dello spazio” come sulle “volte” di un gesto danzante che muove masse incorporee vibrandosi nell'aria – danza, sì, direi, e ginnastica artistica là dove due braccia e due gambe, unite al tronco, diventano un compasso umano... da distorcere. Pure Gioia, per taluni versi e alcuni gusti soggettivi. Sfortunata circostanza, il ricovero per una bronchite (certo... se verso la quale, previsto un ricovero – sicuramente grave). Zaha è nata nel contesto giusto, per votarsi alla continuazione delle grandi matite dei suoi predecessori – da non dimenticare fra i tantissimi nostri maestri Lui cfr. http://pierluiginervi.org/ – e ha potuto, in giovane età, incontrare le persone giuste per darLe coraggio a seguire la “possibilità possibile” al disegno flessuoso e all'immaginario necessario. Sul rendere possibili le cose che non lo sembrano, pare che l'Architettura, come Arte e Scienza – sia la migliore o la prima sulle quali lo sviluppo delle altre (e come della Musica paladina di tutte le Arti, Musa per molti impieghi e laboratori specializzandi, fin al verso della nanotecnologia)... l'argomento si presta per infiniti approfondimenti :) E' però difficile “avvicinarsi” a certi individui quando si è così “macro” incredibilmente lontani dalla loro formazione e pertanto dalla loro, maturata, percezione della realtà e della materia... io, a esempio, non saprei che dire e – inoltre – pure impegnandomi, senza poter dire abbastanza (come mio solito, sicuramente, ma pur per paradosso)... un invito – forse – per cercare, ognuno, di conoscer meglio il personaggio, fra ricerche e approfondimento culturale e visivo là dove non potremmo oltre... cfr. http://www.zaha-hadid.com/archive/
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