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Banksy & Co.

Pubblicato da
Leonardo Basile
il 14 marzo 2016
Si inaugura a giorni a Bologna una grande ed importante mostra sulla street art con l’obiettivo di recuperare e conservare i murales per salvarli dalla demolizione e preservarli dall’ingiuria del tempo. Poi chi c'è, c'è e chi non ha voluto esserci - ma comunque c'è - se ne farà una ragione.

Si inaugura a giorni a Bologna una grande ed importante mostra sulla street art con l’obiettivo di recuperare e conservare i murales per salvarli dalla demolizione e preservarli dall’ingiuria del tempo. Poi... chi c'è, c'è e chi non ha voluto esserci - ma comunque c'è - se ne farà una ragione.

"Sul finire degli anni Sessanta nuove pratiche artistiche urbane sono apparse in diverse città del mondo occidentale che, eredi delle Avanguardie storiche, hanno lentamente ridefinito la nozione di arte pubblica. Nasce così la street art, che discende direttamente dalla pop art e dal graffitismo, ponendosi in un panorama a cavallo tra comunità sociale e mondo dell’arte, utilizzando la strada come luogo di ribalta e vettore comunicativo.

A decenni dalla comparsa, il fenomeno socio-culturale del graffitismo urbano ha guadagnato una rilevanza unica nel panorama della creatività contemporanea e ha portato la città di Bologna, dagli anni ottanta a oggi, ad affermarsi come punto di riferimento a livello europeo: molti artisti – da Blu, a Cuoghi Corsello – hanno scelto proprio la città Felsina per lasciare il loro segno sui muri. Dal 18 marzo 2016 questa forma d’arte è raccontata nella sua evoluzione, interezza e spettacolarità nelle sale di Palazzo Pepoli – Museo della Storia di Bologna con una grande mostra intitolata "Street Art – Banksy & Co. L’arte allo stato urbano."

La mostra, prodotta e organizzata da Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, Genus Bononiae. Musei nella città e Arthemisia Group, curata da Luca Ciancabilla, Christian Omodeo e Sean Corcoran (curatore del Museo della Città di New York), intende spiegare il valore culturale e l’interesse artistico della street art.

Il progetto nasce dalla volontà del Professor Fabio Roversi-Monaco, Presidente di Genus Bononiae, e di un gruppo di esperti nel campo della street art, con l’obiettivo di recuperare e conservare i murales per salvarli dalla demolizione e preservarli dall’ingiuria del tempo."


dal sito della mostra 

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(ANSA) - BOLOGNA, 17 MAR - Al termine della mostra sulla street art i contestati strappi dai muri di Bologna "vanno a finire in un capannone messo a disposizione dall'associazione senza fini di lucro 'Italian graffiti'. Si andrà avanti finché potrà contare su gente che mette del denaro suo, senza nulla avere. Poi la raccolta verrà donata al Comune di Bologna, se lo riterrà". L'ha detto Fabio Roversi Monaco, presidente di Genus Bononiae, a margine della presentazione alla stampa. "Sia chiaro - ha aggiunto tornando sulle polemiche sull'arte di strada esposta a pagamento - che qui nessuno ha guadagnato una lira, decine di persone hanno lavorato gratuitamente".


 Interpellato sulla possibilità di ricevere la donazione, l'assessore alla cultura, Davide Conte, ha spiegato che è necessario fare una valutazione, "delle verifiche anche sui costi. E' un atto amministrativo complesso, bisogna sentire sindaco ed Istituzione Musei. Siamo nel cuore del dibattito, bisogna entrare nel merito e capire se ha senso o no accettare la donazione". (ANSA).

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(ANSA) - BOLOGNA, 19 MAR - "Timeo danaos et dona ferentes". - Il sindaco di Bologna Virginio Merola si è limitato a rispondere con una citazione classica a chi gli chiedeva un commento sulla proposta arrivata da Fabio Roversi Monaco, presidente di Genus Bononiae, che ha annunciato di voler regalare al Comune i graffiti, da qualche giorno ospitati in una contestata mostra sulla street art, che sono stati 'strappati' per essere salvati.
   

La citazione ("temo i greci anche quando portano dei doni") arriva dall'Eneide e si riferisce al caso del Cavallo di Troia, quando l'indovino Laocoonte mise in guardia i Troiani dal dono degli Achei: quello che poteva sembrare, infatti, un gesto di distensione ed amicizia, si rivelò lo stratagemma decisivo con il quale le truppe achee distrussero Troia e vinsero la guerra.
   

Dalla battuta con la quale Merola ha risposto ai giornalisti si desume, quindi, un atteggiamento quanto meno "sospettoso" nell'annunciato regalo da parte di Genus Bononiae e del suo presidente. (ANSA).

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