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Figlio di un migrante siriano.

Pubblicato da
Leonardo Basile
il 13 dicembre 2015
Steve Jobs vestito con i classici jeans e dolcevita nera, con uno dei piuù 'antichi' computer Apple in una mano e una sacca in spalla.

E' in questo modo che Banksy, uno dei maggiori esponenti della street art, presenta sul suo sito ufficiale ( Banksy.co.uk , da cui ho tratto le immagini) il nuovo murales realizzato nel campo profughi di Calais, in Francia.

Il riferimento è chiaro: il padre biologico di Steve Jobs, che fu adottato da una coppia di armeni-americani, è infatti Abdulfattah John Jandali, giunto in America dalla Siria. Banksy ha quindi usato la figura di Jobs per far risaltare la recente crisi riguardante i rifugiati.

Oltre al murales, inoltre, lo street artist londinese di cui non si conosce il vero nome ha diffuso un comunicato stampa a precisare che : "Siamo inclini a pensare che l'immigrazione rappresenti un danno per le risorse di un Paese e invece Steve Jobs era il figlio di un migrante siriano. Apple paga circa 7 miliardi di dollari all'anno di tasse ed esiste unicamente perché l'America ha accolto un giovane uomo da Homs".

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commenti

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Luca Mesini - 18/12/2015 - 22:37:33
Una notizia che rimbalza almeno su due considerazioni opte (riferendomi alla notizia del ticket postata da Lonardo qui sotto, in arteinvideo); da una parte, la “sostanziale” anonimia di Banksy proluce, come già accaduto in passato, ai proprietari del muro a esempio, di appropriarsi dell'opera dandole anche un valore in euro a costo di smontare il muro e rimontarlo a casa di un collezionista. Dall'altra, se davvero la tenda e il pagamento del ticket è opera di un migrante, dei tanti che versano in questa non certo augurabile per nessuno fase critica, rimette in luce la “chiave di volta“ dell'ingegno umano dal momento in cui è costretto a spravvivere in un “mondo” basato su certe regole, leggi – “sistemi” che ti obbligano a far soldi o ad averne, per vivere... un po' sulla soglia dei centurioni di roma o dei portinai delle porte sante che si stanno inventando una sorta di casello autostradale per chi crede che si debba pagare per poterle varcare... Nondimeno, ciò mi interroga anche sul fatto che: non potrebbero chiedere i diritti d'autore i familiari o gli stessi individui che sono diventati famosi nel mondo (o han fatto diventare famoso qualcuno) prestando senza manco saperne le conseguenze il proprio viso allo scatto di un reporter? Gli uomini vivono uno sulla pelle dell'altro, e per pelle ci sono anche l'ingegno e tant'altro. Gli uomini - fra loro - si condizionano poiché ognuno servo e costrutto (ergo costruitosi come edera o animaletto fossile) sulla libertà, sull'egoismo, sull'opportunismo e la generosità di un altro quindi i rapporti umani non possono senonché condizionare in negativo l'espressione libera di una vocazione artistica. Ma anche in positivo se il contesto assurge al desiderio di un autore... questo non potremo mai saperlo con certezza (magari auspicarcelo). Concludendo sull'ingegno creativo del ticket, può intuirlo e “giuocarselo” un individuo del jet-set per specularci sopra (mi chiedo poi fin quando potendo avallare la patria podestà sull'antefatto) ma può capirlo anche un immigrato per farci proprio due lire e cominciare a ipotecare la sua sopravvivenza, sulla sua capacità di... sopravvivere: in questo mondo iniziando a dilettarsi nel suo “alfabeto universale”. Non è detto che all'autore del lavoro, a seconda della natura di chi ha avuto questo ingegno, non faccia piacere la cosa indirettamente, come molti di noi han capito da tempo di non esser nati per servire gli stolti – piuttosto gli affamati.
Luca Mesini - 15/12/2015 - 22:38:54
Ricordavo dell'adozione però non ho mai pensato come questo fatto – in effetti potesse essere così bene interpretato e genialmente. Banksy ha avuto un intuito artistico molto pertinente, perché ha scelto la persona giusta per mettere un accento su una causa che paradossalmente è diventato urgente richiamare all'ordine, per via dei vari populismi et via dicendo, sciagurati ideologismi di parte a protezione di chi non ha certo il potere di cambiare il mondo, come invece Steve è riuscito a fare. Forse perché fra le due sponde che oggi si tirano la corda c'è un elemento che manca a una delle due: l'intelligenza.
Alessandro Querci - 13/12/2015 - 17:00:24
non sapevo delle origini di Jobs. Geniale.
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