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Il Bonami dell’arte

Pubblicato da
Leonardo Basile
il 20 giugno 2015
E' da poco in libreria per i tipi Electa "IL BONAMI DELL’ARTE.Incontri ravvicinati nella giungla contemporanea", ultimo libro di Francesco Bonami. Una raccolta di ritratti di personaggi che l’autore ha conosciuto viaggiando per i cinque continenti, curando e visitando mostre.

Scrive Bonami nella breve prefazione al volume: “Tra voci e suoni, urla, bisbigli e sbadigli, spero abbiate voglia di seguirmi osservando gli strani animali dell’arte che insieme incontreremo. Alcuni hanno sembianze umane, altri extraterrestri, altri ancora sembrano veri e propri animali. Immaginate quei programmi pomeridiani della televisione dove si sente la voce fuori campo dello zoologo che descrive un animale, le sue abitudini, i suoi possibili pensieri. Ecco, io sarò come quello zoologo.

Adel Abdessemed, Etti Abergel, Vito Acconci, Doug Aitken, Kai Althof, Matthew Barney, Daniel Birnbaum, John Cage, Maurizio Cattelan, Carolyn Christov-Bakargiev, Paula Cooper, Massimo De Carlo, Jeffrey Deitch, Jimmie Durham, Bob Dylan, Stefan Edlis, Okwui Enwezor, Peter Fend, Urs Fischer, Larry Gagosian, Theaster Gates, Massimiliano Gioni, Barbara Gladstone, Marian Goodman, Hou Hanru, Thomas Hirshhorn, Choi Ho Chul, Piotr Janas, Koo Jeong-A, Dakis Joannou, William Kentridge, Ragnar Kjartansson, Kaspar König, Rem Koolhaas, Renzo Piano, Jeff Koons, James Lee Byars, Li Lin, Mayassa, Mario e Marisa Merz, Steve Mc Queen, Leonid Mikhelson, Shirin Neshat, Cady Noland, Hans Ulrich Obrist, Gabriel Orozco, Philippe Parreno, Jennifer Pastor, Yan Pei-Ming, François Pinault, Richard Prince, Charles Ray, Jerry Saltz, Patrizia Sandretto, Peter Schjeldal, Yinka Shonibare, Rudolf Stingel, Hiroshi Sugimoto, Pascale Marthine Tayou, Jürgen Teller, Rirkrit Tiravanija, Jaan Toomik, Francisco Tropa, Piotr Uklański, Ai Wei Wei e Huang Yong Ping. Questi i nomi dei protagonisti dell’arte contemporanea raccontati dal Bonami (nel suo stile, naturalmente) , fra i quali figurano quelli che intuiva sarebbero diventati famosi, quelli che lo sono effettivamente diventati, quelli che si sono persi per strada, quelli che hanno deluso le sue aspettative, quelli che del talento hanno abusato, quelli che la fama ha rovinato... Artisti ma anche galleristi, collezionisti, architetti, critici, stilisti, insomma, come lui stesso scrive, "un po’ tutte quelle bestie che popolano la giungla dell’arte”, raccontando come le ha viste (le bestie, n.d.r.), qual è stata la sua prima oppure ultima impressione, che in alcuni casi vale più della prima.

Da John Cage "Dopo un pò che ero in sua compagnia mi sono reso conto di respirare l'ossigeneo della vera libertà, quella che sta nelle nostre teste e nelle nostre anime, non quella pratica e fisica che ci mette in conflitto con gli altri"  a Kai Althof il peggior tipo di artista che possa esistere al mondo”; a Mayassa "Virna Lisi dell'Arte, sicuramente con il suo bel sorriso può, se non fare, dire o non dire cioò che vuole";  a Kaspar König maestro di carisma; a Charles Ray che ricorda come a contare non sia tanto il tempo impiegato per fare un’opera quanto invece quello impiegato nel viaggio verso l’opera; a Massimiliano Gioni ammalato (secondo) Bonami di “pressbillo” (voler essere sulle pagine dei giornali ogni due minuti); a Thomas Hirshhorn che andrebbe inventato se non esistesse; a Gabriel Orozco che si è perso sulla strada del successo; a Jennifer Pastor per la quale Bonami estrae il cartellino rosso; a Jeff Koons che gira per le inaugurazioni solo in forma di perfetta riproduzione che si attiva con la luce solare; a Vito Acconci, l’artista per antonomasia; a Patrizia Sandretto, fantastica timoniera, e tutti gli altri.

 

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Alessandro Querci - 23/06/2015 - 10:00:08
D'accordo su tutto
Leonardo Basile - 22/06/2015 - 18:36:40
Fra il Bonami e il Beatrice (che non "mastico" bene-bene...forse perchè collabora con "Il Giornale"... chissà, forse è una banalità ma, ai miei pregiudizi, tengo molto) pur'io "sto" per Bonami nonostante alcuni tratti acuminati del suo carattere...in fondo c'è di peggio, veramente di peggio, nel mondo dell'arte.
Alessandro Querci - 22/06/2015 - 24:33:33
Si, hai ragione, quando si parla delle persone 'ci vuole modo'. Però c'è da dire che magari si permette di sparlare di gente che comunque ha un suo peso e una sua autorità, non è che spara alla croce rossa. Poi fra lui e Luca Beatrice preferisco di gran lunga il Bonami, sarà perchè siamo concittadini - quindi armati di una nota lingua tagliente - vuoi perchè Beatrice scrive assecondando il gossip, l'effettaccio, mirando spudoratamente alla risonanza mediatica, cavalcndoa l'onda. Quindi sex, money, superstars. Però va detto che è bello tagliente pure il Beatrice...
Leonardo Basile - 21/06/2015 - 10:56:41
Condivido il "divertimento" che si prova nel leggere Bonami... è questo uno dei motivi che mi spinge anche a comprarlo (pochi euro per mille risate, ne vale la pena). Mi piace come scrive, perchè scrive come parla, un pò meno come pensa o meglio, un pò meno quando scrive, esagerando, nel comunicare TUTTO ciò che pensa, soprattutto delle PERSONE. Forse come tu dici "se lo può permettere"...e questo non lo condivido appieno...quando parliamo delle PERSONE, ci vuole modo... sarà per una "questione anagrafica", forse...ma "quel se lo può permettere" lo rende antipatico. "L'enfant terrible"...CRISTO, a momenti ha la mia età, e pure i capelli bianchi, e lo definiscono ancora come tale per perdonargli le "male-dette"!!! In ogni caso lo considero "capace" (non "capacissimo però) come curatore e critico, nonostante la sua evidente scaltrezza e irriconoscenza nei confronti di coloro che lo hanno "cresciuto" quasi come un figlio...però si sa, i figli non sempre ti escono bene (io, dei miei ne sono sono orgoglioso) e non si capisce mai esattamente se per colpa dei padri o loro...Più in là lo capiremo, forse. P.S. - Con Bonami eviterei di andare a cena su suo invito...non si sa mai, potrebbe qualche anno dopo "farmi pagare" il conto.
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